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La Cristianofobia del Terzo Millennio. Christianophobia of the Third Millennium.


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La Cristianofobia è, a mio parere, la prima e la peggiore delle malattie del nuovo Millennio. Ed è una malattia di ritorno. I primi secoli dalla nascita di Cristo, quando il mondo romano era ancora pagano, videro persecuzioni orribili e tremende, idolatria e uno stile di vita che oggi definiremmo sesso-droga e rock and roll.

E i primi Cristiani erano derisi e angariati da disegni come questo, che offendeva Gesù e i suoi credenti.



Il Graffito di Alessameno è un'iscrizione in greco che dimostra lo scherno dei Pagani nei confronti dei Cristiani. Datata al III secolo potrebbe essere anche precedente.

La scritta recita: "ΑλΕξΑΜΕΝΟς CЄΒΕΤΕ ΘΕΟN" (Alessameno venera il Dio").




Tertulliano nel suo Apologetico (capitolo 16 dal titolo: Stupida e falsa è l'accusa che i Cristiani adorino una testa d'asino. Adoriamo una croce? Non sono forse sopra una croce o sopra croci fabricati i vostri dei?) scriveva a questo proposito, dell'ignoranza degli altri circa il Cristianesimo:

Ma anche chi ci crede adoratori di una croce, sarà nostro correligionario. Quando si adora un legno, poco importa il suo aspetto, essendo la stessa la qualità della materia; poco importa la forma, quando proprio codesto legno sia il corpo di un dio. E tuttavia quanto poco si differenzia dal legno di una croce Pallade attica e Cerere faria, che senza figura si presentano, rozzo palo e legno informe!

[6] Parte di una croce è ogni legno, che piantato viene in posizione verticale. Noi, se mai, adoriamo un dio intero e completo. Ho detto che, quale forma iniziale degli dei vostri, i modellatori abbozzano una croce. Ma anche le Vittorie adorate nei trofei, mentre dei trofei le croci formano le parti interiori.

[7] Tutta la religione romana degli accampamenti venera le insegne, giura per le insegne, le insegne antepone a tutte le divinità. Tutta quella congerie di immagini su le insegne, sono monili apposti a croci; quei veli degli stendardi e delle bandiere, di croci sono rivestimento. Lodo la vostra diligenza: consacrare non avete voluto delle croci disadorne e nude. [8] Altri, indubbiamente con un concetto di noi più umano e verisimile, credono che il sole sia il nostro dio. Se mai, saremo messi fra i Persiani, sebbene non il sole dipinto in un lenzuolo adoriamo, avendolo, esso proprio, dovunque, nel suo disco.

[9] Di qui in fin dei conti un tale sospetto: è noto che noi si prega rivolti dalla parte d'oriente. Ma anche molti di voi, affettando di adorare qualche volta pur cose celesti, le labbra muovete volti dove sorge il sole.

[10] Del pari, se il giorno del sole concediamo alla gioia per un ben altro motivo che per il culto del sole, veniamo al secondo posto dopo coloro che il giorno di Saturno all'ozio e alla crapula dedicano, differenziandosi essi pure dal costume giudaico, che ignorano. [11] Ma una nuova rappresentazione del dio nostro è stata già recentemente in codesta città divulgata, dacché un criminale, assoldato per frustrare l'assalto delle bestie, espose un dipinto con una scritta di questo tenore: 'il dio dei Cristiani, razza di asino'. Questo dio aveva orecchie d'asino e un piede munito di zoccolo e recava un libro e la toga. Ridemmo e del nome e della figura.

[12] Sennonché essi, gl'inventori della rappresentazione, senz'altro adorare avrebbero dovuto il nume biforme, dacché dei con testa di cane e di leone, con corna di capro e di ariete, becchi a partire dai lombi, serpenti nell'ima parte e alati nelle piante e nel tergo promiscuamente accolsero. Tutto codesto per abbondare, al fine di non aver omesso, in certo modo scientemente, nessuna diceria, senza averla confutata. Di tutto ciò ci scolperemo nuovamente, volgendoci senz'altro alla esposizione della religione nostra.


Basterebbe Tertulliano, che è solo una voce, una testimonianza per indicare quello di cui tratteremo nell'articolo.

Come







I primi Cristiani hanno davvero molto sofferto. La Chiesa, diceva qualcuno, è stata costruita con il sangue dei martiri.

Per questo questa cristianofobia di ritorno è la malattia peggiore del millennio. Un ritorno al passato che, se vincente, precipiterà l'umanità molto ma molto indietro nelle tappe del sue viaggio.

Parto naturalmente da un pregiudizio, quello che Cristo è Vita, Verità e Vita. Non starò qui a spiegare perché, l'ho fatto in tantissimi altri articoli.  Qui spiego perché, comunque la si pensi, è segno di incivile ignoranza abbandonarsi a questo odio sconfinato nei confronti di simboli e segni cristiani.


Anzitutto dividiamo il cristianofobo, dal laico, dall'ateo.

Il cristianofobo è una persona, di altra religione o laica o atea, che prende di mira con violenza, verbale o fisica, i simboli ed i segni della religione cristiana. Lo fa scientemente, molte volte, ed è volte ad un sovvertimento dei valori di cui il Cristianesimo è portatore;

la parola laico, invece, ha una storia più complessa: laico significava in origine qualunque fedele cristiano (poi cattolico) non fosse un consacrato (Papa, vescovo, sacerdote, prete eccetera). Nel corso del tempo, invece, è passato a definire un'idea o una persona contrapposta alle idee della Chiesa, sino ad oggi, quando il termine viene confuso variabilmente con ateo;

da questo si evince che il laico, a mio giudizio, oggi è una persona che, credente o meno, ragiona e critica, filtra, giudica e dialoga con tutti. Laici sono molto pochi per come la intendo io. Io mi dichiaro laico proprio perché sono religioso.

La massa o è accesamente cattolica o è accesamente atea (o laica inteso nel senso moderno di cui sopra);

l'ateo è il non credente, colui che non crede in Dio ma che è meno intransigente dell'ateo laico (quello che confonde i termini o li intende modernamente per andare contro i fanatici cattolici).

Di modo che ci saranno due parti divide e contrapposte, per interessi spesso: i cattolici contro i cristianofobi e gli atei laici.

I pochi laici sono coloro che vedono i difetti e i pregi degli uni e degli altri.


Insegnando si studia la storia del mondo, ed in particolare dell'Occidente e non si può non studiare, dunque, il Cristianesimo (piaccia o non piaccia).

Oggi, alla domanda, "ci sono cattolici in classe", pochi hanno alzato la mano e una ragazza non sapeva se lo fosse o meno.

Se chiedeste loro cosa è il Cristianesimo vi risponderebbero a fatica. Basti pensare che quasi tutti praticano il Catechismo e non tutti coloro che praticano catechismo si sono dichiarati cattolici.

Dai ragazzi impariamo la parabola dei tempi: c'è molta confusione, c'è molta ignoranza (non conoscenza). Se ci sono caos e non conoscenza come si arriverà alla Verità.

Ah, già. Perché naturalmente è da un mezzo secoletto che ci rispondiamo che la relatività deve regolare i nostri rapporti, i nostri dialoghi e le nostre vite.

Benedetto XVI provò a scalfire quel muro di relatività che attanagliava e attanaglia l'uomo moderno.

Fosse o meno in buona fede, non era certo aiutato da un contesto che poi lo ha portata alla sua rinuncia.

Se intervistaste molte persone per strada il risultato, sono certo, sarebbe sorprendente. Direbbe quanto la gente non crede ma non sa nemmeno in cosa non crede.

Questa società, però, non ha perduto l'aspetto culturale della religione da un giorno all'altro.

Questo è stato un sistematico condizionamento dei media che negli ultimi vent'anni e più hanno prodotto questo tipo di approccio alle cose, quello scettico- relativistico.


Pure dobbiamo dare contorno agli oppositori della Chiesa dentro la Chiesa.

Perché non è tanto l'attacco esterno ad avere prodotto una Chiesa esplosa in aria la concomitanza di quello con un attacco interno.

L'edificio etico-morale della Chiesa è crollato in parte implodendo ed in parte esplodendo.

L'immagine tremenda e sempre vivida in ognuno delle Torri Gemelle di New York ci aiutano a capire quello che è successo alla Chiesa.



Ora, da tempo si discute, ad esempio, di crocifisso a scuola o dell'opportunità di celebrare il Natale religioso a scuola.

Qualcuno inizia addirittura a parlare di Natale laico, ricordando che i Cristiani si sono appropriati della festa del 25 Dicembre per sostituire la festa pagana del Dies Natalis Solis. (prego vedere risposta di Tertulliano all'inizio del post, Apologeticum del 197 d.C.).

 

(Di oggi è la notizia che il Preside che aveva proposto il Natale laico in una scuola nel Milanese si è dimesso. Naturalmente cori da stadio pro e contro di lui. Il problema dell'ignoranza e dell'intolleranza di entrambe le parti rimane.)


Persino leggendo pagine intense di un filosofo da me amato come Gramsci, di un poeta a me vicino come Pasolini o di un narratore così a me chiaro come Pavese si trova la stessa, medesima nostalgia per la caduta dell'illusione, dell'idea di Dio, del senso religioso dal loro cuore e una constatazione, tra le tante, che è pure in parte vera ma non assoluta.


Gramsci, Pasolini e Pavese affermano che il Cristianesimo è entrato in crisi, nella seconda parte del Novecento, soprattutto ma già dall'Ottocento, per il cambiamento epocale della società umana passata da una civiltà agricola ad una civiltà industriale. Dal contadino all'operaio. Il contadino aveva bisogno di religioni agrarie come quelle dell'antichità e come il Cristianesimo. L'operaio non ne necessita più.

E dunque, anche con fervore e generosità, se li leggete, troverete in loro ragioni per le quali il Cristianesimo rimemora costantemente i riti del passato. Ne sarebbe quasi una copia, un guazzabuglio sincretico di idee precedenti.

Qui l'errore.

L'enormità della novità della proposta cristiana avrebbe bisogno di un'analisi lunga e lucida. Mi limito ad analizzare che:

 

  1. L'imitazione di Cristo è sempre stato (specie nel Medioevo) un modello di vita, contrariamente, invece, al modello di vita di Zeus/Giove (il libertino) e degli dei tutti (invidiosi, crudeli, appassionati). Se nel preolimpo e nell'Olimpo sono gli dei a copiare le passioni umane, l'imitazione di Cristo prevede che siano gli uomini a copiare Gesù;
  2. Che il