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I martiri cristiani di inizio millennio


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Questi ultimi anni saranno certo ricordati, nella storia della Chiesa e dell'umanità, come anni di crisi morale, la quale è il primo sintomo di una malattia più vasta, che è sociale, economica e che porta alla fine violenta di un'intera epoca.

L'avvento dei computer, il superamento della razzialità e della continentalità delle società occidentali e orientali, le solite guerre occorse ma anche altre, in extremis, evitate, sono solo alcuni aspetti positivi in un oceano di negatività.

L'Italia fa testo a parte. Unita sotto l'egida del potere politico-culturale di Roma, per 1800 anni è stata divisa (ancorché sia retorico parlare di divisione territoriale senza distinguerla dalla politica, né citando i vari Re d'Italia che si sono avvicendati nel tempo, essendo Italia una più o meno vasta area della Penisola).

Ebbe il suo Risorgimento con uomini illuminati, e "casualmente" coetanei, ebbe i suoi fallimenti, ebbe i suoi tormenti, ma si unì. A molti non piacque il come, a molti il quando, ma si unì. E questa unione fu a tappe. E la sofferenza si protrasse. E tutto fu un trascinarsi di emozioni sino alla Prima e Seconda Guerra Mondiale, che sancirono che quel popolo appena fondato non era un popolo unitario né tanto meno legato ad un valore comune, ma erano i tanti popoli stretti (o costretti) a stare insieme.

Gli anni democristiani, gli anni socialisti, l'Italia ebbe la sua prosperità con l'aiuto straniero e con la voglia di riscatto di tanta genialità autoctona.

Gli anni 90, in qualche modo, furono uno spartiacque che, col senno di poi, avrebbe inciso più di quanto credessimo, nella costituzione di un'Italia nuova, ma non migliore, più universale ma non più giusta, più multiculturale ma non più fraterna.

Il berlusconismo, ormai finito (o si direbbe "rottamato") ha avuto almeno tre conseguenze importanti: 1. l'immigrazione selvaggia e massiccia e la multireligiosità e multiculturalità che ha ricolorato il nostro Paese; 2. l'ingresso in politica e amministrazione di tanti non addetti ai lavori; 3. la "prostituzione" morale ovvero la corruzione, (mai conclusa, per carità, ma adesso divenuta...) ambizione e pretesa, quasi marchio distintivo del nuovo corso della politica, quasi vanto, quasi grasso ingozzamento di superfluo e di prebende da esibire al pubblico gabbato. Non si aveva più il sotterfugio o il "tutti lo sanno ma nessuno lo dice" democristiano. Era divenuta, la corruzione, un biglietto da visita da mostrare, da andarci fieri. Starei per dire, da invidiare.

"Se avessi i soldi di B. lo farei pure io...".


Tutto questo mentre il mondo diveniva una sola patria per l'umanità, mentre il terrorismo fondamentalista incitava i giocatori strateghi americani e non solo alla caccia all'uomo, mentre la Chiesa riscopriva i suoi vecchi e squallidi problemi interni, riscopriva il "sepolcri imbiancati" di tanti che si vestono in un modo, salgono su un tal pulpito e poi fanno altro.

Le sue sfide la Chiesa le sta affrontando molto, troppo lentamente, distratta dal solito potere e dai soliti giochi politici che hanno inquinato il Vangelo e che fanno del Vaticano una spa, come denunciano molti (molti dei quali a torto o per interesse).

 

I martiri. I martiri cristiani. Ho fatto tutto questo preambolo, ho parlato di Duemila anni di storia italica, accennato ai mali della Chiesa, solo per dire di loro. Dei martiri cristiani, in ogni parte del mondo, che vengono sacrificati da falsi religiosi di un falso Islam, da falsi induisti di un falso Induismo.

I Cristiani massacrati in Kenya, quelli che muoiono in apostolato, quelli che cercano di resistere in Medio Oriente, quelli scacciati o sterminati tra Siria e Armenia (a cento anni da quell'altro genocidio), sono loro la novità, novità antica, che dà luce a questo scorcio di millennio che fatica a trovare una propria identità.

 

Il sangue innocente ha un Creatore che li accudisce. Non lo dico certo per mieloso lenire un profondo dolore ma per convinzione personale radicata. Il sangue innocente di quei fratelli, come di tutti quei fratelli di altre religioni perseguitati, servano alla pace universale, alla pace in Cristo, alla pace nel mondo come il sangue dei Santi dei primi secoli.

Un nuovo inizio è ogni giorno. E ogni istante è un nuovo giorno sul nostro pianeta.