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Considerazioni teologiche e storiche su Israele e Palestina


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Israele - PalestinaBandiera palestinese

 

 

PUNTO PRIMO

Da che parte sta Dio?

La Terra. Nostro Signore, il Dio, l'unico vero Dio, il Padre Eterno, il Creatore del Cielo e della Terra, ha dato il nostro pianeta all'umanità.

Poiché l'uomo è solo il più simili tra gli animali e le creature al Creatore, poiché l'uomo compie brutalità pari alle bestie selvatiche e costruisce civiltà tramite un intelletto insuperato e inimmaginabile e un'anima sensibile, rara per qualsiasi appartenente del regno animale (che sino ad oggi conosciamo), egli ha la possibilità di strisciare nel fango o volare con la fantasia nel tempo e nello spazio.

Questa premessa sembra incoerente ed invece, vi garantisco, parte tutto dal principio.

Se Jahvé (Dio, Gesù Cristo, Allah) è uno solo e Padre di tutte le creature, è saggio non dividerlo, non distinguerlo, sebbene siamo abituati culturalmente a chiamarlo secondo la nostra lingua.

Ricordare Babele? L'arroganza dei costruttori?

Dio, Allah, Gesù Cristo, Jahvé sono molti nomi sinonimi, per indicare l'unico vero Dio Padre del Cielo e della Terra.

 

Se Dio è Padre di tutti gli uomini e ha donato la vita ad Adamo ed Eva e ai loro discendenti l'ha donata a tutta l'umanità.

Se Dio ha donato l'alleanza ad Abramo ed ai suoi discendenti, l'ha donata a tutta l'umanità.

Se Dio si è manifestato in Gesù Cristo, ha parlato a Maometto, l'ha fatto perché le loro parole parlassero all'umanità.

Ebbene, prima ancora che un calcolo politico, economico, sociale, militare o filosofico, la guerra tra uomini, specie la guerra che chiama in causa Dio contro dei nemici, non è un'assurdità?

Non è una bestemmia?

Non è un deicidio?

 

Dunque, Dio sta dalla parte di tutti gli uomini, suoi figli senza differenza. Sta dalla parte delle vittime. Sta dalla parte degli innocenti. Sta dalla parte dei più deboli.

Coloro che causano guerra, morte e distruzione, specie se lo fanno in nome di Dio, avranno guerra, morte e distruzione nel Giudizio.

Che il loro cuore si converta è la nostra perenne preghiera!

 

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PUNTO SECONDO

Questa terra di chi è?

 

All'inizio della Storia, quando l'uomo si è diviso e sparpagliato su tutta la superficie divenendo da ramingo stabile e fondando città e villaggi, la zona compresa tra la foce del Nilo e la Fenicia, era patria di molti popoli. I Fenici, appunto, gli Egiziani, gli Ittiti eccetera eccetera.

Regno fenicio, 1200 a.C. - 333 a.C.

 

 


Ad un certo punto, Dio chiama un uomo da una lontanissima città nei pressi dell'Eufrate, Ur.

Ad Abramo Dio promette una terra (la Terra Promessa), una discendenza infinita, la benedizione di tutti gli uomini.

Abramo ascolta la voce di Dio. Quel suo viaggio cambierà la storia di interi millenni.

 

 

 

AVRAHAM (Ebraico) IBRAHIM (Arabo) vuol dire, infatti, "padre di molti".

Abramo è il capostipite delle tre grandi religioni monoteistiche. Discendenti di Abramo sono ebrei, cristiani e musulmani.

Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe (Israele).


 

Solo dopo secoli di avvenimenti, l'esilio babilonese, l'esilio egiziano, con un nuovo grande profeta "nazionale", Mosè, gli Ebrei riescono ad emanciparsi dalle dominazioni straniere.

Il successore di Mosè conquista la Terra Promessa che viene divisa tra Dodici Tribù.

Questa divisione diede pace e prosperità agli Ebrei che, nella loro Terra Promessa, unirono la loro religione (l'Ebraismo) ad un'entità territoriale (Israele).

Israele (Ish roe El - l'uomo che ha visto Dio) è Giacobbe.

Il senso di unità di popolo, il popolo di Israele, con quella terra, Eretz Yisrael, cominciò a consolidarsi.

PURE GLI ISRAELITI (SEGUACI DELL'EBRAISMO) NON FURONO I PRIMI ABITATORI DELL'AREA. VINSERO ALTRI POPOLI E VI SI STABILIRONO.

Dunque, di chi è quella terra? Del più forte!

L'uomo religioso si risponde, però, che questa concezione del più forte poteva appartenere ad un'età antica dell'umanità ma non all'umanità del Terzo Millennio.

 

 

Dopo la Diaspora (70 d.C.) quella terra fu bizantina e poi conquistata dagli Arabi, portatori della nuova fede islamica.

Gli Ebrei (dal Regno d'Israele) hanno abitata quella terra, a fasi alterne, per mille anni circa.

Gli Arabi l'hanno abitata, dunque, per mille e quattrocento anni circa.

 

Non è una questione numerica o statistica. Dico solo che le ragioni storiche che si sommano non darà mai un risultato esatto. Come in quelle operazioni in cui il risultato è infinito.

 

Quella terra non è del più forte ma è una terra aperta, una terra non di confine ma senza confini, una terra dove il Dio unico ha parlato, una terra che dovrebbe accogliere e non respingere, pregare e non combattere, far vivere e non morire.

Qualcuno penserà che il mio discorso di uno Stato con due popoli diversi è utopistico e forse lo è. E peggio ancora se da due popoli dicessi che ne dovrà sorgere uno unico, come unico è il Padre Eterno che è nei Cieli.

Pure questo affermo.

Se la guerra è voluta dai violenti, dai trafficanti di armi, dai fanatici, dai ladri, dagli aguzzini di entrambe le parti e di buona parte dei Paesi ricchi di tutto il pianeta, corresponsabili di quello che avviene, bisognerà destare la coscienza dei popoli, dei popoli che scendono simultaneamente in piazza come negli anni di pacifismo che furono.

Tutto quello che sta succedendo allontana la benedizione di Dio da quei popoli. Affama innocenti, uccide bambini, devasta costruzioni.

Quel Paradiso sulla terra per cui l'uomo religioso, ebreo, cristiano e musulmano, deve dedicare la sua vita, deve partire dalla nostra partecipazione, mobilitazione, discussione e azione di pace.

UOMINI DI PACE!

 

Israele e Palestina devono capire che il loro destino è irrevocabilmente intrecciato. Che questo intreccio non è un soffocamento ma un abbraccio. Che chi intreccia è Dio. Che la pace è la volontà di Dio!

 

AMEN!