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La Pasqua di Gesù Cristo nei Vangeli


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La Resurrezione

LA PASQUA

 

La Pasqua, per gli Ebrei, era la festa della Liberazione. Liberazione del popolo degli Ebrei dalla schiavitù d'Egitto, ad opera di Mosé.

Tre dei quattro Vangeli fanno corrispondere la Pasqua ebraica all'Ultima Cena, solo Giovanni ha una cronologia diversa.

Tuttavia, tutti e quattro i Vangeli concordano su cosa sia Pasqua cristiana: la liberazione del popolo universale (dell'umanità, di tutti gli uomini) dalla condizione di schiavitù del peccato e della meschinità, ad opera di Gesù Cristo Figlio del Dio Vivente.

 

Il Vangelo secondo Matteo dice del fulgore, dello spavento delle donne, dell'Angelo.

"Timore e gioia grande" erano i sentimenti delle pie donne.

L'apparizione alle donne, "andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno!".

Le donne, dunque, sono le prime apostole, le prime annunciatrici del Vangelo (della Buona Novella).

Apparso ai discepoli manda loro a tutti i popoli "ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo!".

 

 

Il Vangelo secondo Marco riferisce anora dello spavento e del timore e "non dissero niente a nessuno, perché erano impaurite". L'evangelista sottolinea la profondità della paura di quell'apparizione angelica.

Quindi l'annuncio di Maria di Magdala, e la non fede prestata alle sue parole, l'apparizione a due di loro "in cammino verso la campagna".

 

Il Vangelo si conclude con il mandato di Gesù,"Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura!", con i segni che accompagneranno gli Apostoli e con l'Ascensione, la salita di Gesù al cielo.

Infine i discepoli vanno a insegnare il Vangelo.

 

Il Vangelo secondo Luca è un'analisi storica accuratissima. La Resurrezione è trattata con particolare attenzione: le donne, la Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo, la corsa di Pietro al sepolcro e il suo stupore, i discepoli di Emmaus (qull di cui parlava Marco).

Infine l'apparizione agli Apostoli e la spiegazione del loro compito di annuncio di salvezza.

L'Ascensione, appena accennata; "Poi ritornarono a Gerusalemme con grande gioia".

La grande gioia e la centralità del Tempio di Gerusalemme sono le caratteristiche della fine del Vangelo di Luca.

 

Il Vangelo secondo Giovanni, il più spirituale. La partecipazione emotiva di Giuseppe di Arimatea, di Maria di Magdala, l'apparizione ai dieci e poi anche all'incredulo Tommaso, la prima fine e la seconda fine.

 

L'apparizione sul Lago di Tiberiade in forma di straniero, la missione affidata a Pietro, il destino di questi e infine la chiusura di due discorsi che attualizzano il Vangelo al 100 d.C.: il fatto che Giovanni muoia, poiché i Cristiani credevano che l'apostolo non dovesse morire, chiude alle superstizioni e ai "discorsi fuori dal Vangelo" che già all'epoca circolavano; la seconda questione, il paradosso di scrivere tutto quello che ha fatto Gesù, "il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere". Quasi una profezia, se il Messia non fosse già arrivato...

 

Dunque, alla luce della meditazione di questi finali evangelici, viene da affermare con intensissima gioia. Buona Pasqua, CRISTO è RISORTO VERAMENTE, ALLELUJA!

 

La Pasqua di Cristo sia sempre in noi e nella nostra testimonianza.