I miei libri
Libri pdf
http://www.frasicelebri.it/argomento/poesia/
http://www.frasicelebri.it/citazioni-e-aforismi/frasi/amore/
Italian English French German Portuguese Russian Spanish Turkish



Libri pdf
Home FEDE Blog religioso Senza Papa, senza governo e altre notizie di inizio 2013

Senza Papa, senza governo e altre notizie di inizio 2013


Share

Quest'anno di appena due mesi passerà alla storia d'Italia come "rivoluzionario".

 

SENZA PAPA

 

Le dimissioni annunciate nel Concistoro dell'11 Febbraio ed esecutive dal 28 Febbraio 2013 hanno "rivoluzionato" la storia della Chiesa.

Teorie complottiste a parte, pur credendo che ad un uomo di quasi 86 anni le forze per viaggiare e rimanere lucido possano venire meno, il gesto di Ratzinger è anche sprone contro i personalismi nella Chiesa.

"La Chiesa non è mia né vosta ma è di Cristo!" è uno dei suoi ultimi messaggi.

Questo gesto dice che:

A) l'idea di Papa deve essere attuale e attuale, nel Terzo Millennio, vuol dire dinamico, cosmopolita, poliglotta, attento al sociale, attento all'autenticità evangelica, viaggiatore, a tempo ipersonico di Facebook e di Tweet;

B) non è il Papa sacro ma la Chiesa, cioè la comunità di fedeli; troppe volte la Chiesa è stata un possesso personale (e questo perché per secoli è stata "italiana" più che "cattolica - universale"). Ratzinger=Lutero!

C) il fallimento di un Pontificato può anche derivare dalle "colpe" del Papa ma sono di tutti. Soprattutto se il Papa (pure il comandante) deve trovare ostilità così profonde tra i suoi. Messaggio alla Curia, dunque, che non vuole affrontare, probabilmente, temi scottanti come gli scandali sessuali, dello Ior e di Vatileaks.

D) vista l'ostilità Ratzinger offre la possibilità di una svolta rimettendosi al Conclave. Toccherà ai cardinali elettori scegliere il destino della Chiesa. Se si lasciano guidare dallo Spirito Santo, sapranno che il prossimo dovrà avere una personalità e una santità se possibile superiore ai predecessori.

SPERIAMO E PREGHIAMO!

 

 

SENZA GOVERNO

Elezioni politiche 2013, il cui motto potrebbe essere Quod erat demostrandum.

Si capiva che la pletora di partitucoli avrebbero nociuto alla democrazia, frazionando in migliaia di interessi locali le preferenze.

Si sapeva del declino di partiti come la Lega.

Non si sapeva ma si poteva solo sperare ad una novità così positiva come la sparizione di personaggi politici dalla ventennale sciacallagine.

A queste delusioni/liberazioni si aggiungono i vinti Ingroia-Di Pietro e Monti-Casini.

Berlusconi recupera e pensando a da dove è partito e pensando che con qualche mese in più di comparsate televisive, urla sotto i denti, lettere di annuncio di restituzione dell'Imu (che è come un puttanaggio civile, ti ridò 300-500-1000 euro di Imu e mi voti!), con qualche mese in più di campagna elettorale avrebbe potuto addirittura vincere...

Bersani era il designato vincitore ed ha vinto come coalizione ma perso come partito. Insomma ha vinto una vittoria di Pirro. Ha vinto ma perso. Anzi, ha perso vincendo. Cioè, non ha vinto.

Come abbia potuto compiere questo miracolo elettorale di perdere 10-15 punti percentuali in pochi mesi, nessuno sa.

 

Il vero vincitore della campagna elettorale è un outsider, ma quod erat demostrandum...

Grillo ha fatto la campagna elettorale nelle piazze, non nei palasport o nei centri congressi!

In più, ha evidenziato la sconfitta della politica italiana con interpreti ignobili, corruttori-corruttibili, infami, ladri, ignoranti, beceri... Ha chiesto nuove facce. Ha candidato giovani e giovanissimi. NON SI è CANDIDATO!

Ha punti di programma discutibili (come la posizione sul referendum antieuro ecc...) ma anche propositi lodevoli come l'incentivazione delle fonti di energia rinnovabile ecc...

La politica italiana ha subito una forte scossa con queste elezioni. I vecchi politici, sordidi e di poca intelligenza, non hanno saputo capire il cambiamento.

Il cambiamento si deve a M5S e il M5S si deve alla crisi e la crisi (in queste condizioni) si deve all'inoperosità, ai broghi, agli intrighi, alle collusioni di vent'anni di NON politica.

 

ALBERTO SORDI, UN GRANDE ITALIANO, POCO COMMEMORATO MA MOLTO AMATO!

 

LA METROPOLITANA DI BRESCIA

(MARZO 2013)

 

SULLA METROPOLITANA DI BRESCIA

 

Giovane vago la periferia

sotto il celeste della seconda patria

cercando in fondo all’anima poesia.

Le Alpi svettano sullo sfondo

e le ciminiere. Tra le vie, bambini

divertiti, nuove lingue, altri visi,

facce tristi gli oriundi, senza divinità.

Di auto, cinguettii, clamori di clacson,

io mi concentro sul tum tum del cuore.

La città è in festa, festa gelida, invernale,

prepara i panettoni e l’arrivo

non d’un fanciullo Figlio di Dio e pace

tra gli uomini e sapienza e giusto agire,

ma del progresso l’ultima invenzione.

O Brescia, Brescia, il tuo volto cicatrizza

la spadata che squarciò il tuo ventre molle,

il gigantesco lombrico, il missile sotterraneo,

la talpa, la schiena dritta, il treno mobile,

lo struzzo, l’aorta dal sangue fluido.

Io celebro il prodigio di tua tecnica.

Oggi diventi illustre e blasonata

Come New York, come Seul o Londra.

Pure la storia antica che hai compiuto

T’ha resa in grado di far l’imperiale.

Ancora poco l’uomo era in Terra

E i dinosauri s’erano esauriti,

belve pericolose e fulmini tormentavano

i suoi branchi e già in Val Camonica

i tuoi dipingevano le vacche.

Simile antica, se la si vuole,

scolpita è solo sul rocceo Gargano.

Buoni con le bacche e con gli armenti,

ai legni e ai metalli altri mestieri,

altri commerci presto aggiunsero.

I tuoi Camuni, dell’ecumene primi,

conservarono il vino nelle botti.

Dopo i Galli e dopo ancora Roma

Con i suoi consoli infallibili e guerrieri

Ma saggi e legislatori ancorché

Corrotti e fragili si faranno i secoli.

Il tempio della dea Vittoria è sempre

Lassù, al Cidneo, e svetta e tace

mentre seminuda si vede o si deterge

l’alata amica del pastor laziale.

Fosti famosa, Brixia, e fu famoso

il tuo Benaco e l’allegra di flutti

Sirmione per il calamo poetico.

Cadde, però, l’Impero. Chi vuole può

Dissetarsi della caduta all’interno

Del cerchio sotterraneo della Rotonda

ove dorme quel Berardo che fu

vescovo e principe e tolse e diede

mischiando la tiara con lo scettro

e quel Filastrio vescovo ha una cripta

che al modo di Nicola ci ricorda

quando i Cristiani andavano sotterra

da vivi e celebravano in segreto.

Quanti santi in queste mura io rivedo:

primo cristiano il semplice Ursicino

e Anatalone, Faustino con Giovita,

e più di mille fino a l’attuale

che predica Cristo al tempo dello scandalo.

Davanti all’uscio subì il martirio

il più noto dei tuoi figli, quel numeratore

che il cubo triangolare ognuno raglia

tra i banchi di scuola. Appresso

s’erge, alabastra e maestosa, di verde

lo zuccotto d’ogni parte visibile,

il Duomo barocco e inscheletrito

che guarda dove muore il Sole e v’è

Milano e Garibaldi sta per arrivare.

Duomo così imponente e secolare

che l’uniche virtù sono la tomba

del buon pastore che piantò l’ulivo

a Gerusalemme e quel dito consunto

di San Bernando dell’Europa padre.