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Home POLITICA Blog politico La battaglia di Torino, 19 Giugno 2016

La battaglia di Torino, 19 Giugno 2016


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Una prima battaglia si era avuta nella giornata del 5 Giugno, nel mezzo delle opache e retoriche celebrazioni della Festa della Repubblica 1946- 2016.

Per mesi i candidati si erano confrontati rapacemente, i giornali avevano infangato il candidato avversario a chi donava loro soldi e la cittadinanza era distratta dalla crisi economica persistente, dal campionato di calcio concluso e dagli Europei alle porte.

Le armi della più trita delle retoriche si è vista in trasmissioni ormai vetuste, con conduttori bavosi e commentatori sempre gli stessi.

 


5 GIUGNO, LA PRIMA BATTAGLIA

Al primo turno un primo grave dato era quello che riguardava l'armata Pd, che veniva escluso del ballottaggio a Napoli.

Napoli, città tremenda, tremendamente bella, tremendamente sanguigna e sanguinaria, aveva fatto fuori la Valente, appoggiata dal Primo Ministro (alias Abusivo), nonostante si sapesse (con testimonianze video) che fuori dai seggi venivano distribuite banconote da 10 Euro in cambio di voti.

Nonostante questo a Napoli l'uscente sindaco indipendente De Magistris sfida Lettieri del Centrodestra.

Centrodestra che va al ballottaggio proprio con il Pd a Milano, con il derby Parisi- Sala.

La Lega ha un sussulto a Bologna, città rossa per antonomasia, dove il sindaco uscente Pd non riesce a vincere subito.

Anche a Torino, il 5 Giugno 2016, il sindaco in carica Fassino non riesce a vincere immediatamente anche se ha dieci punti di vantaggio su una ragazza del M5S, Chiara Appendino.

Roma è a parte, dominata al primo turno il 5 Giugno, da Virginia Raggi, giovane avvocato combattivo che difende come una Giovanna d'Arco o un Robin Hood le ragioni dei poveri e degli emarginati contro il solito potere dello sciatto Giachetti.

 

Quindi in quel 5 Giugno:

sconfitto: Pd  dove: Napoli

vincenti: M5S  dove: Roma e Milano, guadagna il ballottaggio

 

La sfida è rimandata al 19 Giugno.

 

 

19 GIUGNO 2016

 

Napoli: la battaglia a Napoli era abbastanza scontata, vince De Magistris. Perché? Perché dei tanti che si erano avvicendati è sembrato il più intellettualmente onesto a volere sinceramente amare, prima che amministrare, questa città così pulcinellesca.

 

DE MAGISTRIS - Indipendente

 

Bologna: vittoria di Merola, Pd, ma con il 55% contro il 45% di una donna della Lega.

 

MEROLA - Pd

 

Milano: vittoria ancor più di misura di Sala, Pd, con il 51 virgola qualcosa su Parisi, Centrodestra, al 48 virgola qualcosa. Divisi da 20.000 voti, insomma.

 

SALA - Pd

 

A questo punto, la battaglia svolta con potenti mezzi economici, con strumenti di informazione martellanti e soggettivi, che già aveva avuto sconfitta a Napoli ed esito incerto in una roccaforte come Bologna e in una metropoli molto coltivata dal governo come Milano, aveva un grado di insoddisfazione all'interno del partito abbastanza importante.

Perdere Roma era quasi scontato, benché un ministro della Repubblica, il ministro delle Riforme, si attaccasse al telefono qualche giorno prima della battaglia, per chiamare i Romani e convincerli a votare Giachetti. Scena tra le più tristi della storia delle elezioni.

Roma :il Pd l'ha persa. Per la gestione Marino? Più per Mafia Capitale! Per le Olimpiadi? Più per la villa di Giachetti! Per un voto di protesta? Più per la freschezza delle idee (alcune da rivedere in realtà) di Virginia Raggi.

RAGGI - M5S


E Torino?

Il 19 Giugno è stato, più di tutti, il giorno di Torino, della battaglia di Torino.

Affluenza bassa in tutta Italia e in calo rispetto al primo turno.

I Torinesi che hanno votato sono stato circa la metà degli aventi diritto.

Tra questi, Fassino ha raccolto 168.000 voti. Una miseria per un ex segretario della Sinistra. Una miseria per il sindaco uscente. Una miseria per un partito di governo.

Poco più di 200.000 voti per Chiara Appendino, il tenente Chiara Appendino che ha circondato le armate di finanzieri, banchieri, palazzinari e potenti che hanno rovinato Torino in questi anni lasciandola senza anima industriale, senza corpo innovativo, senza passione, inanimata e nuda davanti ad una crisi che ha duramente pagato.

 

APPENDINO - M5S

 

Tutte le analisi prima del voto dei sondaggisti e degli analisti, dei politologi e degli animali da circo dei talk, dei presentatori e dei conduttori di tg, dei direttori di giornale e dei politici di razza è naufragata davanti a questi dati.

Roma e Torino, città da milioni di abitanti e milioni di elettori sono passate al M5S.

In 19 ballottaggi su 20 il M5s ha vinto contro il Pd (in piccoli comuni d'Italia).

 

La lezione etico-morale di ragazzi giovani che cercano di fare politica nelle piazze e non nei palazzetti, che si tagliano lo stipendio per finanziare il microcredito alle imprese in difficoltà invece che alzarselo, che sono vicini ai problemi della gente anziché fare i soliti parolai che promettono mari e monti a ridosso delle elezioni, ha schiantato un partito che alle Europee aveva il 40% di consensi ed ora ne ha nemmeno il 20%.

 

Il Job Act, l'Italicum, la Buona Scuola, il Salvabanche, la Riforma Costituzionale, un curriculum di leggi nefaste che ricordano il Ventennio.

A onor del vero ci sono un paio di leggi che, se non scritte bene, sono buone nelle finalità, ma sono poco, troppo poco per un popolo che ha fame.

Fame di giustizia e di lavoro.

Fame di libertà e di cambiamento.

E sete di politica vera.

Per questo i 5S, ora, non sono arrivati a niente. Roma e Torino sono vittorie, battaglie vinte in una guerra di democrazia che continua non a suon di croci ma di diritti, non a suon di applausi ma di manifestazioni, non a suon di elemosine ma di educazione. Perché oggi più che mai la vecchia politica è sconfiggibile. La vecchia politica che si trasforma. La vecchia politica che si maschera. La vecchia politica che parla contro la vecchia politica con facce giovanili che ci hanno abbindolato una volta e mai più.

 

Ad maiora!!!