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DISCORSO AGLI ITALIANI SULLA SCUOLA


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DISCORSO AGLI ITALIANI SULLA SCUOLA

 

Amici, Italiani,

a voi tutti arrivi forte l’abbraccio ideale che da queste piazze d’Italia, che da questa gente democratica, sale al cielo e colora di speranza questi tempi così grigi.

Siamo qui non solo per protesta contro un disegno di legge, ma siamo qui per difendere la scuola pubblica e democratica di questo Paese.

Di leggi e di falsi profeti l’Italia è cresciuta e s’è pasciuta.

Oggi, con sette grandi appuntamenti in ogni dove della Penisola, noi gridiamo irritazione e stanchezza verso una classe dirigente così incapace e incompetente, che ha distrutto l’economia della generazione precedente e che lascia senza futuro i giovani di domani.

La Buona Scuola è un insulto alla scuola pubblica italiana, stilata come al solito da gente che non conosce l’istituzione, i suoi problemi e le sue grandi e quotidiane esaltazioni.

Questa riforma è peggiore delle già gravi riforme precedenti. Moratti, Fioroni e Gelmini, aveva già puntellato la scuola con dei provvedimenti sovversivi. Profumo e Carrozza hanno gestito, poco diligentemente, il reclutamento del personale.

Ora, questo ministro compie un ulteriore atto di deperimento e di contraddizione che vuole essere un ritorno al passato, una Restaurazione, un denigramento di ogni libertà personale e sociale nello svolgimento del proprio ruolo.

Ricordare che la scuola è tutelata dagli articoli 33 e 34 della Costituzione è retorico e vano, visto l’uso che della Carta Costituzionale si fa.

Aggiungere che la libertà di insegnamento era stato articolo uscito dalla mente di persone che avevano sofferto la prigionia e la tortura fasciste, è inattuale.

Tutto quello di cui la scuola pubblica avrebbe bisogno per diventare moderna ma sana e rispettosa dei principi costitutivi, oggi è tralasciato.

 

Il piano del Noneletto prevede questo:

a)     poteri autocratici e autoritari al Preside (nomine docenti, maggiorazione di stipendi ai meritevoli dell’Istituto 5%, eccetera), togliendo il potere assoluto alla parte collegiale della scuola, i Collegi Docenti;

b)     divisione ulteriore dei docenti in sottocategorie;

c)     distinzione tra gli assunti (alcuni dalle GAE non saranno ammessi, Tfa, Pas, eccetera)…

d)     Importanza ad aggiornamenti inutili tenuti dai soliti enti con a capo amici degli amici;

e)     Importanza preponderante dell’Invalsi (vedi nota d);

f)      edilizia scolastica non risolta, solo attenuata; per quali scuole?

g)     il sovvenzionamento di 500 euro annui ad ogni docente per autoaggiornamento è non prioritario e non dà dignità al docente stesso;

h)     La valutazione del docente è arbitraria. Una pletora di Dirigenti Tecnici valuterà i Dirigenti (con incarico triennale). Chi sono questi Dirigenti del Ministero? Amici degli amici!

i)      Le graduatorie sono eliminate!!!  Ci saranno albi regionali da cui attingere il corpo docente;

 

Ora, alcune modifiche a un testo talmente imbarazzante sono state fatte, ma sciocchezze, lazzi linguistici. Esempio, il Dirigente non “sceglie” il docente ma lo “individua”.

Cosa significa? Fa un nome al Collegio? Ma se il Collegio non conosce il docente come fa a giudicarlo utile o no alla scuola? Fa un nome al suo staff di collaboratori (quelli del 5%)? Chi gli si rivolterà contro?

 

 

Quello che questo disegno non prevede è la scuola reale, la scuola vera, quella che aspetta una riforma utile del mondo istruzione, che attualmente è nel caos proprio per questi interventi legislativi.

a)     Non affronta il numero delle classi-pollaio e il rapporto insegnante-alunni;

b)     Non affronta la tematica dell’integrazione in modo degno (preclassi per chi non parla italiano?);

c)     Tace su investimenti seri per la preparazione e la competenza adeguata degli insegnanti di sostegno;

d)     Sorvola sul dramma della dispersione scolastica;

e)     Non capisce e quindi non recepisce il dramma sociale delle famiglie, vissuto con disagio dai giovani di oggi (fumo, droga, sesso e atteggiamenti di ribellismo in età preadolescenziale);

f)      soprattutto, non chiarisce cosa è la scuola. La scuola è un diplomificio di ragazzi svogliati e incompetenti? La ghiogliottina sociale per differenziare le persone? Una rampa per la scalata lavorativa? Un test a crocette da copiare? Cosa è la scuola? La scuola è l’organo pubblico deputato a formare culturalmente e individualmente cittadini preparati ed educati. La società rispecchia la qualità della scuola. Mai il contrario!

 

 

prof. Vito Lorenzo Dioguardi