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Home POLITICA Blog politico Ma in democrazia non si votava?

Ma in democrazia non si votava?


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Quello che sta succedendo in Italia, nel corso del quattordicesimo anno del nuovo millennio, è qualcosa di assolutamente incredibile.

Pur essendo sempre stata solo nominalmente una Repubblica democratica fondata sul lavoro e pure essendo stati disattesi tutti i principi pure legittimi e sacri sorti dalle migliori menti di quell'ampio e sodale schieramento del primo dopoguerra noto come campo antifascista, nel nostro Paese libere elezioni politiche per nominare i rappresentanti della nazione sono state oramai due anni or sono.

Nel 2012, poi, paradossalmente, si votava per Bersani, Berlusconi o Grillo. In quel momento storico, un italiano su tre votò per ognuno dei tre.

Sarebbe stato troppo logico, dunque, aspettarsi o un nuovo voto, visto il pareggio, oppure uno dei tre al potere, invece? Invece Primo Ministro divenne, a sorpresa, Enrico Letta, della cui pochezza stiamo ancora pagando le conseguenze.

Ora, una mente non dico del tutto libera ma almeno non priva di un minimo di logica capirebbe che già questo è stato un abuso il cui artefice è stato il bisnonPresidente della Repubblica eccetera...

Cade Letta, siamo all'inizio del 2014. Cosa si aspetterebbe una mente non dica libera ma per lo meno semplice?

Si vota!

Invece appare dal nulla questo nulla, questo guaritore miracoloso, stile quelli indovino "chiama ora, alle prime telefonate riceverete...".

Abuso? Sì, il secondo abuso in due anni.

Con una specie di marcetta su Roma, il trivio personaggio si siede sulle poltrone del comando, senza meritarlo.

Certo, a Maggio si vota per le elezioni europee.

"Non è un test politico per l'Italia" aveva detto prima, salvo poi trionfare con la compiacenza di certa stampetta italiota con titoloni e proclami per quel 40% al Pd. Al Pd, appunto. Ad un Partito Democratico che egli, in così pochi mesi, a cancellato.

Eh sì, perché le elezioni di quest'oggi, con i soli dati dell'affluenza (fonte Ministero dell'Interno) sono un impietoso riconoscimento, nei fatti e non nei discorsi, di come il Pd non esista più e di come in una roccaforte della Sinistra, l'Emilia Romagna, siano andati a votare solamente il 37% degli aventi diritto.

Se dovesse vincere, il Primo Ministro attuale sarebbe stato scelto da meno di un emiliano su tre. Se dovesse perdere, come credo, avrebbe perso per il mancato sostegno alle urne (alle scorse regionali andò il 30% di persone in più) e avrebbe perso per la strategia stragista nei confronti di tutto e di tutti.