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Bluff Renzi


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Bluff Renzi continua a ingolosire gli Italiani, popolo di poeti, quindi di sognatori.

Tra le tante riforme, quella del Senato, lo Sblocca Italia, la riforma della Giustizia (fatta con Berlusconi alleato di governo), c'è la riforma della scuola.

Investiremo un miliardo!!! Accipicchia! Anzi, un miliardo e mezzo. Le voci si rincorrono.

Le prime indiscrezioni parlano di:

a) Eliminazione delle Graduatorie di Istituto dal 2017 e reclutamento con laurea 3+2, abilitazione e concorso. (Percorso ad ostacoli nel quale il supplente cambia nome ma resta supplente);

b) diminuzione scatti anzianità;

c) obbligo di formazione e aggiornamento docenti, ovvero stare due o tre ore in stanza ad ascoltare un/una dirigente di qualche scuola o dell'Ufficio Scolastico o del Miur parlare e straparlare di come dovrebbe essere la scuola. Chi favorisce? I docenti? Gli alunni? Solo chi verrà a parlare, che si intasca lo scomodo.

d) ASSUNZIONE DI 100.000 PRECARI IN TRE ANNI (non ho capito se da subito come dice qualche giornale o per il triennio 2017.2020 come dicono altri).

E qui, con il più sponsorizzato dei proclami, si consuma la vittoria di Pirro della scuola italiana.

Quest'anno 2014/2015 le immissioni in ruolo avrebbero dovuto essere poco più di 50.000 (posti disponibili) e sono state, invece, soltanto di 33.000 docenti.

Aiutatemi, prego. 33.000X 3 anni della riforma = 100.000 circa?

Allora, dove sta questa riforma?

Allora mi viene da dire che i 100.000 verrano assorbiti subito. Bene. (Metà da concorso, altro bluff...).

Vuol dire che dei 150.000 docenti nelle GAE ne rimarrebbero 100.000 in GAE.

Dunque? Alla fine dei tre anni, quindi dal 2017 dovremmo avere svuotate le GAE, anche se si bandiranno nuovi concorsi.

E poi? Quelli del Tfa e dei Pas? Le esigenze delle scuole? Il rapporto numeroalunni/docente? Le strutture informatiche abbandonate o depredate o inutilizzate? E i tanti progetti inutili? E i disservizi? E il passano tutti, non passa nessuno?

 

Siamo alla Commedia all'Italiana senza commedia e senza italianità. Siamo al solito giochino politico di propaganda acchiappaconsenso.

Buona scuola, Italia! Buona cultura!