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Renzi il bugiardo


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Premesse:

1.

Chi scrive ha votato Renzi alle Primarie 2012 e a quelle 2013, preferendolo a nomi legati alla vecchia nomenclatura (Bersani e Cuperlo) la pacatezza dei quali (finta o peggio indifferente) non solo lo irritava ma gli sembrava fuori luogo rispetto alla stratragedia che il Paese e il popolo italiano stavano vivendo e continuano a vivere.

Chi scrive e a votato Renzi se ne è profondamente pentito!!!

 

2. Questo articolo è un attacco alla nonpolitica di Matteo Renzi, ma va contestualizzato in un'epoca di corruzione etico-morale, religiosa, civile, sociale e culturale spaventosa, qualcosa di paragonabile a lunghi periodi della Storia dell'uomo come il tempo delle invasioni barbariche o  dell'Italia comunale del XIII-XIV secolo, in cui era più facile che si tradisse la propria parte che la si difendesse, che si seguisse il proprio interesse che l'interesse comune.

 

 

 

 

 

Matteo Renzi, da pochi mesi Segretario del Partito Democratico e prossimo Primo Ministro del Governo Italiano a quanto pare, ha solo 38 anni ma già una lunga esperienza politica.

Presidente della Provincia di Firenze e poi Sindaco dello stesso capoluogo, ha amministrato in maniera controversa. Per alcuni è stato competente e onesto per altri un cialtrone promettitore di fandonie ed ha immiserito la città e il territorio gigliato.

La Verità? IN MEDIO STAT VIRTUS, dicevano gli antichi, anche se poi o è l'una o è l'altra. Si sa che il popolo italiano non è affatto obiettivo nel criticare o giudicare l'operato politico di qualcuno, ma, bilioso, invidioso, di parte, acceso, fanatico, irrazionale, irriverente, spesso se qualcuno, anche facendo bene alla collettività lo priva di qualcosa, è solito cantarne di tutti i colori. Pure, per Renzi quel che abbia fatto a Firenze e dintorni un non fiorentino che non abiti lì non lo può giudicare, ma quello che sta facendo (o non facendo) a livello nazionale, questo è fonte di critica.

 

 

Renzi ha perso le Primarie contro Bersani con un programma che prevedeva:

1. il dimezzamento dei rappresentanti in Parlamento con relativa ampia sfrondatura dei costi della politica;

2. l'annullamento del finanziamento pubblico ai partiti;

3. lo snellimento dei processi burocratici;

4. una nuova legge elettorale;

5. la promessa, vaga, di aiuti alle aziende in termini di riduzione sensibile dell'esasperata tassazione che grava sugli esercizi italiani e la produzione;

6. interventi, anche discussi e discutibili, in ambito scuola (il più famoso la "chiamata diretta" da parte dei Presidi);

7. il famigerato motto della rottamazione, far largo, cioè, ad una nuova e molto più giovane classe dirigente nazionale;

8. ha promesso, anche qui ambiguamente, sia di aiutare le famiglie sia di garantire i diritti civili agli omosessuali, transessuali...


E queste sono solo alcuni dei grandi discorsi del Pifferaio di Firenze, il quale, divenendo Segretario Pd aveva promosso un'accelerazione del governo Letta ma aveva anche giurato e stragiurato in varie trasmissioni televisive che non ambiva a poltrone, e oggi ci troviamo il nuovo totoministri, e che per se stesso non voleva la carica di Primo Ministro, e oggi troviamo che accetta la nomina con riserva.

Già queste promesse disattese non sono un felice inizio, anzi, ma se si calcolano ancora due fattori, ovvero che è il terzo Primo Ministro (Monti, Letta...) a NON ESSERE STATO ELETTO DAL POPOLO ITALIANO e che subentra ad un governo debole con un governo debolissimo, possiamo dire che, furbescamente diventa un giovanissimo Primo Ministro ma che sta, praticamente, bruciando la sua carriera politica a 38 anni.

Perché se non riuscirà a raddrizzare il Paese, anche chi oggi lo segue non lo seguirà. E con un governo che dipende dai voti di Scelta Civica e del NCD, non potrà fare granché.

Per cui la sua furbizia gli si potrebbe voltare contro.

Ed è quello che, da queste premesse, noi tutti Italiani, oramai esperti di malgoverno e di complotti, almeno sia capaci di intuire e predire.

Sperando, nell'interesse comune del popolo tutto e della nostra prediletta e amata Italia, magari di sbagliare!

Come sbagliammo a votarlo!