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Chi è Bentino Berlusconi


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Se l'Italia fosse un'opera sarebbe una tragedia.

L'Italia, infatti, ha per sangue gli Italiani e gli Italiani hanno per anima la tragedia.

Così, per proprietà transitive oppure per sillogismo aristotelico, possiamo affermare che la storia d'Italia è fatalmente segnata da un tragico destino.

Quello di Bentino Berlusconi.

Chi è Bentino Berlusconi?, ti domanderai, amico lettore.

Egli è un mostro politico, protagonista indiscusso della tragica politica del Bel Paese.

Nasce tra la Romagna e Milano e vive di sfrenato desiderio delle luci della ribalta. Arrivato, a qualunque costo, nelle stanze dei bottoni e avendo bisogno i ricchi di un rappresentante dei propri interessi egli si pone immediatamente come volto pubblico appetibile, come salvatore della Patria dei conservatori, degli industriali e dei banchieri.

Così la tragedia ha inizio. Generalmente essa ha durata di venti anni.

Come ogni buona tragedia che si rispetti, nei primi tempi, il mostro politico riscuote simpatie e successo, mostra grinta e fierezza, apre a orizzonti nuovi e veicola le speranze della povera gente in motti loquaci e slogan da comizio elettorale.

Poi, giunto al potere, mostra la sua vera natura. Non l'Italia né gli Italiani né gli interessi generali ma curare il proprio orto, i propri interessi, gestire la spartizione di cariche ecc...

 

Quindi, nei periodi solari in cui non coltiva nulla e distrugge ciò che di buono fanno gli altri, i germi della decadenza sono prodotti.

Quando la crisi arriva, e la crisi arriva sempre (o quasi), quando la Nemesi storica ritorce lo stame della vita e degli eventi contro il Nostro, allora egli gioca violentemente la propria invecchiata fierezza divenuta arroganza e usa il proprio deteriorato potere divenuto tirannia, ma non serve, non più. Ormai, qualcosa si è rotto. Inevitabilmente.

Quel sistema da loro creato o ricreato o favorito, quello stesso sistema ora, davanti all'indignazione più o meno manifesta del popolo italiano, lo scarica, lo abbandona, se non fosse una parola troppo alta si potrebbe dire che lo tradisce.

 

Così questo mostro politico che si credeva invincibile cade a terra come un Golia, cede, è un vinto.

Quando il sistema (che pure è corrotto, che pure non è sano) oramai sente l'odore della sua fine e gli si scaglia contro, allora egli fa le valigie e tenta di scappare in Svizzera, riesce a scappare in Tunisia o si ritira nel suo fortino di Arcore (per ora).

Questo personaggio (che provochi guerra, distruzione e regime antiliberale, che sconquassi la moralità pubblica con un sistema di corruzione diffuso e persino promosso e ostentato, che continui l'opera dei predecessori abbassando il livello culturale della politica con l'immissione in massa di soggetti dalle scarsissime qualità umane, morali e intellettive) è sempre un grave danno per la società.

Quando l'Italia se ne accorge sono dolori.

E così, oggi che è finito un altro di questa schiatta di impostori, a quando il prossimo millantatore? Il venturo banditore di menzogne? Il futuro schernitore dei principi?

 

Perché con questo Parlamento e con questa sottocultura italiana media, non è questione di nomi o di volti ma di cuore e di anima. Non c'è verità in un gruppo di mentitori.

 

Se però si vuole tagliare tutte le teste di quest'Idra, si studi, si pensi al bene comune, si promuovano confronto, fratellanza, unità e pace.

Perché chi va a governare governi. Con la passione di sentire nel proprio battito il battito di milioni di altre vite che tendono gli orecchi al suono e alle parole del capo, guida morale e politica verso un nuovo inizio, anche se difficile, ma con una nuova fine, più lieta.

Per fare del solito canovaccio drammatico dell'Italia degli ultimi secoli, una lietissima e più alta commedia.