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Trasparenza, merito e altre parole svuotate di significato


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Questo breve articolo, se avesse un sottotitolo, ne avrebbe uno così: il lessico senza semantica. Frase forte che è poi la sintesi di quello che, per chi scrive, è il mondo di oggi, un mondo in cui le parole (il lessico forbito o finto forbito della politica, dell'economia, della tv) è assolutamente immiserito e svuotato di ogni significato.

Prendiamo il campo della scuola, dove una certa politica da anni predica le parole TRASPARENZA e MERITO.

E prendiamo il caso della trasparenza, espressa anche da una legge del 2011, che obbliga le scuole ad istituire un albo on line in cui inserire i documenti sensibili che devono essere, per trasparenza appunto, VISIBILI e VISIONABILI da parte del pubblico, della cittadinanza.

Ora, i casi che, a due anni di distanza, si verificano andando in tanti siti di istituzioni scolastici sono diversi ma tutti mancanti.

Faccio un esempio pratico. Io sono un docente, ho bisogno di sapere quella tale scuola quanti docenti ha in graduatoria (premetto, quando c'è bisogno di coprire una cattedra si chiamano i supplenti in base a dei punteggi in graduatoria).

Ora, cercando e ricercando la graduatoria d'istituto (così si chiama la graduatoria di ogni scuola) si verifica quel che segue:

a) c'è un albo ma non contiene graduatorie;

b) c'è un albo ma contiene graduatorie non di personale docenti ma di altri ambiti;

c) c'è un albo, contiene la graduatoria docenti ma il file (spesso in Excel) non si apre!;

d) alcune volte, gridando al miracolo, si può trovare la graduatoria cercata;

 

Ora, questi mezzi e mezzucci per deviare dalla legge, per non applicarla, per mantenere il proprio controllo e il proprio potere locale è un fatto allarmante e gravissimo.

Dice:

a) del solito costume italiota di non fare applicare le leggi a livello locale (e senza che il centro controlli!);

b) dell'insopportabile svuotamento del significato della parola "trasparenza", essendo, questo mare scuro dell'inapplicazione della legge, un dato più grave che quello in cui la legge sia assente;

 

E quante parole la politica e il potere in genere (quello del parlamentare come del Preside che non fa pubblicare le graduatorie sul sito della scuola), quante parole il potere ha depauperato del proprio originale e alto significato?

E senza significato le parole cosa valgono?

E allora continuiamo con trasparenza, merito, giustizia sociale, professionalità, assistenza al cittadino, libertà, verità e quant'altro. In questo inizio III millennio, in questa Italia così barbara, essi non sono che suoni striduli, che insulsi suoni con i quali distrarre o dilettare la platea, come a teatro, in questa recita continua, in questo giocare con le vite degli altri che quotidianamente, nei talk e nei telegiornali come nella vita, vediamo perpetuarsi. Eppure, il proseguire di questi cattivi comportamenti svilisce il senso di appartenenza, il comune sentire e toglie a tutti (a chi crede di avvantaggiarsene, rimanendo solo) e a chi lo subisce (perché crede di doverlo accettare come punizione divina!).

 

Io sono pugliese, io sono foggiano, io sono stato educato diversamente.