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Scorci di vista

A voce di violino

A VOCE DI VIOLINO

I classificato

Concorso Nazionale di Poesia "Fiori di Puglia"

Conversano (Ba), 19 Maggio 2013

 

Spesso con qualche amico di te parlo,


 

 

 

 

 

dolce mio amore che mi sei lontana…

Scendendo la Via Appia

s’apre tra i monti una terra bruna

di Paradiso, tutta radiosa

e in festa di colori.

Lì, tra il pulviscolo dei tratturi

e le litanie della parrocchia antica,

un volo di rondini libere e gioconde

rarefà l’aria limpida.

Se stai su le sue spiagge a mezzaluna

o lungo il litorale verso Oriente

un incenso t’alita la mente

e olivi e vigne e pini e viole e gelsi

ascolti odorare tra le onde.

Per gli agri si spande il dolce cuocere

del sole, un agrore

che a voce di violino parla al cuore.

E la sua gente contadina

spezza il pane quotidiano con l’ospite

e nessuno mai si sente straniero

ma ognuno è uomo dentro le sue viscere.

Quindi risboccia il cielo notturno

e indora di fiori la piana,

il giovane sente l’aria

che a voce di violino parla al cuore.

Cielo santo del Gargano,

meta crociata verso Terra Santa,

vicoli in chiaroscuro dell’ortodossa

Bari vecchia o la pizzicata Lecce

dei tamburelli e delle chiese ricche

o la tabagista Taranto operaia, che strenua

s’abbraccia al golfo o il Castello d’Andria

che sorveglia l’Ofanto e da cui ognuno

può sentirsi Federico che ringrazia

Dio per quel suo regno d’aquile.

I trulli lillipuziani, i mastodontici duomi

in fronte alle maree, come a Trani,

la californiana Barletta.

Di grande varietà la Puglia è piena

creata da mani esperte per spianare

la strada al pellegrino in Terra Santa.

Io tante volte dal lago mariano

cui nacque Foggia, dalla stazione martire

degli euforici bombardamenti della guerra,

dalla villa in cui dormono gli eroi

della Resistenza, a quel chiaro cielo dissi

calde parole di pietà e dolcezza.

Adesso, nel mio destinato esilio

in altre terre, in altro tempo,

discuto con un amico sconosciuto

che viene da quei miei dolci confini.

E di dovunque sia siamo vicini,

per quella fraternanza della terra

santa che ci dette i natali.

Così che Puglia nostra è sempre viva

e a voce di violino parla al cuore.

 

Il cuore di bronzo di Garibaldi - Secondo classificato al IV concorso di pesia di Panni

Secondo classificato al IV CONCORSO DI POESIA DI PANNI indetto dall ASCD dal titolo:

Il canto dei poeti si eleva a celebrare
l’Italia, a brindare al suo 150° anniversario
di corroborata Unità Nazionale. (1861-2011)

Panni, 24 giugno 2011

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA PER IL PREMIO: Il testo si distingue per la capacità di rendere, attraverso il contrasto delle immagini, la grandezza eroica degli ideali risorgimentali e la piatta vacuità dei valori moderni.


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VALERIA

L’estate del 1899 fu molto calda. Le vetrine dei negozi del centro erano uno scintillio di luci, di colori, di passeggio. Oramai Carlo vi era abituato, ma quelle scene, forse, non ti fanno mai completamente abituare alla sensazione di essere al centro del mondo. Carlo, Filomena e Michele avevano deciso già da due mesi di trasferirsi in un altro piccolo appartamento a Little Italy. Questa volta sarebbero stati soli, non lo avrebbero diviso con nessuno. Fu uno strazio quando Carlo dovette dirlo a Valeria. Uscirono insieme una sera come tutte le altre. Passeggiarono a lungo fino a trovarsi a Central Park, il luogo del primo appuntamento. Il montagutese faceva discorsi sulla possibilità di un amore di resistere a delle prove, alla distanza, alle esigenze della vita.Ella, però, non diede peso a questi riferimenti avvolta di sensualità con quell’abito semplice dal quale fioriva un grande seno ...

 

IL VIAGGIO EBBE INIZIO

La nave partì. Il viaggio ebbe inizio. Un viaggio che avrebbe cambiato il destino di tutti. Ed ognuno di loro fu consapevole, responsabile, cosciente di ciò. Specie Carlo, che ancora sul ponte vedeva in lontananza le ultime figure del porto, tra la schiuma delle onde trascinate dalle eliche del grande motore ed i colori di un cielo lindo e terso. I primi giorni furono tutti uguali. Le ore si alternarono monotone ben presto. Praticamente non si dormì mai più di qualche ora a notte. Poi di mattina era loro concesso di salire sul ponte per respirare un po’ di aria e di luce dello splendido paesaggio del Mediterraneo. Splendido ma pauroso. Ci si sentì persi in mezzo alle acque, anche se un riferimento per quei contadini non mancavano di fornirlo gli astri. Il resto della giornata si passava lì, ammassati. Canti e balli giorno dopo giorno cominciarono a farsi più radi. I volti felici dopo giorni di navigazione, divennero più tesi. Le giornate serene lasciarono posto a squarci di tempesta e burrasca. Le turbolenze, naturalmente, fecero aumentare il disagio dei passeggeri imbarcati alla meglio. Si mangiavano pane e cipolla, un po’ di formaggio e nulla più. Allora si cominciarono a sentire i primi discorsi sulla distanza della Merica, sulle condizioni di miseria, sul tempo capriccioso, sul numero eccessivo di passeggeri, sulle poche energie rimanenti. A questi discorsi Carlo evitò di dare risonanza. Egli scelse di partire, egli avrebbe accettato le conseguenze della sua scelta. Nella vita si sceglie, scegliere ci fa uomini, in fondo!

 

 

IL DESTINO E LA PARTENZA

IL DESTINO DELLA LUNA SUL FIUME Capitolo I - Il cuore delle nuvole pag. 14

 

In tanti, quell’anno, lasciarono l’Italia. Forse la Monarchia, forse la politica imperiale di Crispi,   forse la povertà, la corruzione, l’ignoranza … sta di fatto che molti lasciarono l’Italia quell’anno;     per pochi mesi, con la speranza di tornare prima o poi o con la certezza di non volere tornare mai più.       Partire è sempre un atto di coraggio. Ognuno che abbia viaggiato giorni e notti solcando il candido fragore delle acque e la vista sconfinata del cielo avrà potuto vedere la chimera avverarsi? Chiunque vi sia riuscito, in quel momento, ha provato sicuramente subito il classico frastuono che si sente vibrare dentro l’anima ed a cui diamo nome “felicità”. È come se il destino ti spalancasse le porte della vittoria e la tua volontà, la tua vita, persino il tuo respiro cambiassero per sempre.

 
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