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La Giornata Mondiale della Gioventù in Brasile


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La Giornata Mondiale della Gioventù nell'anno del Signore 2013 si terrà in Brasile, dal 22 Luglio al 29 Luglio.

Logo della Giornata Mondiale della Gioventù 2013

 

La Giornata Mondiale della Gioventù è un' invenzione di Giovanni Paolo II, il quale aveva con questa giornata voluto riunire i giovani di tutto il mondo per parlare con loro di Cristo.

Cosa tanto nobile, splendida e unificante che fece, in questo solo gesto, recuperare qualche secolo di vecchiaia alla Chiesa universale.

Da quel 23 Marzo 1986 ne è passato di tempo e i tempi sono cambiati.

Alcune osservazioni:

 

1) La GMG diventa internazionale, svolgendosi nel Sudamerica (per molte ragioni, tra cui la crisi religiosa in Europa, il fatto che anche in quei Paesi davvero molto religiosi vi siano in atto processi lenti di laicizzazione). La ragione principale ritengo essere per dare un respiro internazionale al Cristianesimo, dato che il numero di Cristiani è maggiore laddove esso non ha potere politico e ne ha poco religioso. Ovvero, nei Paesi Sudamericani e asiatici.

 

2) La GMG è presieduta (caso, destino?) dal primo Papa non europeo e, in specie, sudamericano. Pure ci si trova davanti al paradosso di un Papa sudamericano che celebra la Giornata in Brasile pur essendo argentino. Questo dovrebbe fare riflettere tutti sulla fratellanza universale in Gesù Cristo Nostro Signore.

 

3) La GMG sarà un evento anche mediatico di portata planetaria e le parole dette da un papa gesuita e dall'impegnativo nome di Francesco risuoneranno nella mente e nel cuore di tutti i presenti e di coloro che non sono potuti andare. Pure, nata per i giovani, oggi giovane chi è? Il quindicenne, senz'altro!, ma perché, il ventenne non è giovane? E forse forse, visto che l'età si è allungata, il trentenne non è giovane? Per cui quelle parole valgono per i giovani che sento la giovinezza nel cuore. Coloro per cui il futuro è da costruire. Non come lo si costruisce oggi, con questi drammatici fatti di cronaca, con il chiacchiericcio, con lo scontro, con rappresentarsi la vita come un eterno raffronto con l'altro, il pensare ai propri interessi, a sé stessi... No, quella parola è seme in un cuore giovane davvero. Il cuore in Cristo, ad esempio, è sempre giovane. Perché usa pace in parole e in atto, perché vivifica con vicinanza e speranza, perché aiuta gli altri e pensa agli altri anche prima di sé stessi, perché crea un mondo migliore o per lo meno si adopera per crearlo.

Pure sono sicuro che quella parola per i giovani non sia, in realtà, solo per i giovani cristiani. Giovane è certo chi crede in Cristo, ma giovane è chi fa la volontà del Padre Eterno che è nei cieli: che sia musulmano, che sia cristiano di altra confessione, che sia buddista, induista, ebreo, confuciano o che creda in Dio in forme e modi più "semplici" se è un uomo giusto ha il cuore giovane.

In definitiva, il cuore giovane è di chi crede, ma la Parola del Papa andrà, prima di tutto, probabilmente, a chi non crede, per testimoniare loro che c'è una fede che è luce al cammino, che ci trascende, che ci parla nel Bene e nella Fratellenza, non ci lascia mai soli, ci chiama a cambiare vita!

 

4) In ultimo, una considerazione storico-sociale.

In Brasile, poco tempo fa, si è svolta la Confederation Cup, un torneo calcistico che ha richiamato tifosi da tutto il mondo.

Questo come anticipo dei Mondiali di calcio da svolgersi in Brasile l'anno prossimo.

Per l'evento da poco passato e quello a venire, si sono spesi molti soldi, in un Paese di 193 milioni di abitanti (23 ab per chilometro quadrato, quinto Paese più popoloso al mondo!) in cui molti milioni di persone vivono in povertà quasi assoluta.

 

In quel periodo, per protestare contro la corruzione, contro quegli investimenti, contro la mancata lotta alla povertà, milioni di persone sono scese in piazza contro la politica della presidentessa Dilma Rousseff. ARTICOLO REPUBBLICA

 

In quell'occasione si ventilava la possibilità di annullare la visita del Papa, che ora, pare, si svolgerà. Tralascio l'indegno modo di trattare la notizia da parte dei telegiornali italiani, i quali (tutti o quasi) hanno perso da tempo la mia stima.

Né dirò della brutta figura di un Pelé o della stessa Presidentessa.

A me, invece di tutto questo, interessa chiedermi: Perché? Perché milioni di persone di un Paese grande, potenzialmente ricco di risorse da garantire lavoro, istruzione e equità a molta più gente di quanto non faccia ora, perché un Paese del genere è così indietro rispetto alla sensibilità di riscoprirsi un vero popolo? E mentre mi chiedevo questo, facevo analogie più o meno sensate con il popolo nonpopolo superstite. (Due erano i popoli nonpopoli: l'uno ha ottenuto uno Stato ed è divenuto popolo, Israele!, l'altro è l'Italia e le Italie degli Italiani).

 

E, altra domanda, collegata a questa. Cosa può e cosa deve fare un Papa per potere non fare della Giornata Mondiale solo un ricordo da cartolina o di foto sulla spiagga, ma l'inizio di un rinnovamento della condizione umana, della vita degli uomini spinti alla sequela di Cristo, per fare intraprendere il cammino della Giustizia, della Verità, della Bellezza, della Pace e della Fraternanza?

Sarebbe da rispondere che qualcosa andrebbe fatto. Sarebbe da dirsi che è quasi impossibile fare qualcosa. Poi, la risposta si appunta su una e una sola considerazione: la Grazia di Gesù Cristo, il Figlio del Dio Vivente è un soffio di vento, di Spirito che infiamma i cuori. In tempi insospettabili, con modi imprecisabili, per risultati inimmaginabili!

 

Allora, se questo è vero come è vera la nostra fede, BUONA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTù, Fratelli miei!, Fratelli nel Cristo Risorto!

In Brasile, su tutta la Terra, sia pace a voi e ai vostri cuori.

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