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Poesia n.321 - recensione


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Di Seamus Heaney, il Virgilio irlandese, potremmo sottolineare la peculiarità di un doppio interesse: quello morboso del critico che cerca queste apposizioni ingombranti, questi confronti spietati, e quel senso di pochezza che lascia una traduzione specie se è una non buona traduzione.


Vero che egli esprime, come Francesco Kerbaker ci invita a pensare, il metro classico della tradizione inglese che è formulato sul metro classico latino, il pentametro giambico; vero anche che cita l'Inferno dantesco in riferimento all'episodio Virgilio-Caronte, tuttavia sfugge una relazione più profonda tra i due che non sia l'encomio dell'uno per l'altro.


Pure, come accennato, a me colpisce, più e prima di tutto quello che la sua poesia è e quello che diventa in mano ad altri, altra cosa, forse altra poesia.

Penso al componimento Digging che il traduttore, Marco Sonzogni, interpreta con il titolo "Scavare" mentre anche un non esperto di inglese come me e un ancora meno esperto di inglese di me come Google Traduttore sanno la differenza tra l'infinito e il gerundio, più potentemente ancora nella resa in Italiano.

To Dig significa Scavare e Digging è la forma del nostro Scavando.

Dunque intitolare una poesia in traduzione Scavare in luogo di Scavando è quello che la traduzione, almeno epistemologicamente e originariamente è, un tradimento, un trascinamento da una lingua all'altra, una riscrittura.


Nella poesia, poi, ad un più vicino arrangiamento semantico e sintattico, segue, improvviso e improvvido, la seguente trasformazione:


By God, the old man could handle a spade.

Just like his old man.


Per Dio, il mio vecchio la sapeva maneggiare, la vanga.

E così il suo.


Ora, corretto è dire che una volta che si traduca un testo, lo si tradisca, lo si trascina, trascinare per trascinare c'è gente che può bene portare in giro queste orripilanti parole d'origine per tanti giri quanti ne fece Achille attorno a Troia per vendicarsi della bellezza dell'eroe gentile, però tutto ha un limite.


Tradurre, infatti "the old man could handle a spade" con "il mio vecchio la sapeva maneggiare, la vanga" pone problemi di sovrabbondanza e di mistificazione. Sovrabbondanza intendo l'immissione nel testo italiano di parole e termini nuovi e soprattutto non indispensabili (il pronome "la"), potendo letteralmente tradurre con "il vecchio uomo poteva maneggiare la vanga".

Il capolavoro si attua, però, con il verso che segue: "Just like his old man" divenuto "E così il suo" dove abbiamo il fenomeno opposto a trasformare la poesia in qualcosa di altro, l'omissione.

Omissione di "like" come. Sarebbe stato più naturale seguire il corso delle parole, come fece Livingstone cercando le sorgenti del Nilo.

"Proprio come il suo vecchio uomo". Si è invece voluta evitare la reiterazione del termine "Vecchio uomo" che è un gioco linguistico deliberato da Seamus.

Gli si è fatto un piacere? Non credo.

Le traduzioni, allora, io credo che non siano altro che questo: amare le parole cercando di tradurle non di tradirle. Amare il poeta in modo da far sentire la sua voce non la nostra. Amare noi stessi cercando di non prendere ciò che non è nostro ma di imparare da esso.

Così, senza volere negare la mia simpatica ad uno sconosciuto senza colpe con sicuramente più di me merito artistico, da queste forme fantasiose di riscrittura vi allontani la mia Musa, per quanto possibile.

Se si deve tradurre un testo lo si ami prima al punto giusto da renderlo indispensabile alle parole che sceglieremo.


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Seamus Heaney, the Irish Virgil, we could point out the peculiarity of a double attraction to the morbid critic who tries these bulky appositions, these comparisons ruthless, and that sense of inadequacy that leaves a kind translation if it is not a good translation.


True, he expresses, like Francis Kerbaker invites us to think, the classic measure of English tradition that is formulated on the classical Latin meter, the iambic pentameter; true even quoting Dante's Inferno in reference to the episode Virgil-Charon, however, escapes a deeper relationship between the two that is not the triumph of praise for each other.


Well, as mentioned, to me strikes, over and above all that his poetry is and what he becomes in the hands of others, else, maybe other poetry.
I think of the poem Digging for the translator, Marco Sonzogni, plays under the title "Dig" and also a British expert not like me and even less English than I experienced as Google translator knows the difference between the infinite and the gerund, still more powerfully in the yield in Italian.
To Dig means Dig Digging and is the form of our digging.
Therefore dedicate a poem in translation instead of Digging Digging is what the translation, at least epistemologically and originally, a betrayal, a drag from one language to another, a rewrite.


In the poem, then, to a closer semantic and syntactic arrangement, follows, sudden and improvident, the following transformation:


By God, the old man could handle a spade.
Just like His old man.


By God, my old knew the handle, the spade.
And so his.


Now, it is correct to say that once you translate a text, it is cheating, you drag, drag to drag there are people who may well carry around these horrifying original words for so many laps than they did Achille around Troy to avenge the gentle beauty of the hero, but everything has a limit.


Translate, in fact, "the old man could handle a spade" with "my old man knew the handle, spade" poses redundancy problems and mystification. Superabundance mean placing in the Italian text of words and new words and above all not indispensable (the pronoun "it"), he can literally be translated as "the old man could handle a spade."
The masterpiece takes place, however, with the following verse: "Just like His old man" became "And so her" where we have the opposite phenomenon to transform poetry into something else, the omission.
Omission of "like" like. It would have been more natural to follow the course of the words, as did Livingstone seeking the source of the Nile.
"Just like his old man." Instead it wanted to avoid the repetition of the term "Old Man" which is a language game decided by Seamus.
The has become a pleasure? I do not believe.
Translations, then, I believe they are nothing more than this: to love the words trying to translate them not to betray them. Loving the poet in order to make its voice heard not ours. Love ourselves trying not to take what is not ours, but to learn from it.
So, without wanting to deny my nice to a stranger without faults with certainly more than me artistic merit, these imaginative forms of rewriting you away my Muse, to the extent possible.
If you have to translate a text you love first to the right place to make it indispensable to the words we choose.



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Seamus Heaney, el Virgilio de Irlanda, que podría señalar la peculiaridad de un doble atractivo a la crítica morbosa que trata estos aposiciones voluminosos, estas comparaciones implacable, y ese sentido de inadecuación que deja una traducción tipo si no es una buena traducción.


Es cierto que expresa, como Francisco Kerbaker nos invita a pensar, la medida clásica de la tradición Inglés que se formula en el medidor latín clásico, el pentámetro yámbico; cierto incluso citando el Infierno de Dante, en referencia al episodio Virgilio-Caronte, sin embargo, escapa a una relación más profunda entre los dos que no es el triunfo de elogio para el uno al otro.


Pues bien, como se ha mencionado, me llama la atención, por encima de todo lo que su poesía es y lo que se convierte en manos de los demás, de lo contrario, puede que otra poesía.
Pienso en el poema de excavación para el traductor, Marco Sonzogni, juega bajo el título "Dig" y también un experto británico no como yo, y aún menos de lo que experimenté Inglés como Google Traductor conoce la diferencia entre el infinito y el gerundio, todavía con más fuerza en el rendimiento en italiano.
Para Dig significa cavar y es la forma de nuestra excavación.
Por lo tanto dedicar un poema en la traducción en vez de cavar excavación es lo que la traducción, al menos epistemológicamente y originalmente, una traición, un lastre de un idioma a otro, una reescritura.


En el poema, a continuación, a una disposición más cerca semántica y sintáctica, de la siguiente manera, repentina y previsor, la siguiente transformación:


Por Dios, que el anciano pudiera manejar una pala.
Al igual que su padre.


Por Dios, mi viejo conocían el mango, la pala.
Y por lo que su.


Ahora bien, es correcto decir que una vez que traducir un texto, es hacer trampa, que arrastra, arrastre para arrastrar hay personas que bien puede llevar a todas partes estos terribles palabras originales de tantas vueltas que lo hicieron alrededor de Aquiles Troya para vengar la suave belleza del héroe, pero todo tiene un límite.


Traducir, de hecho, "el anciano podía manejar una pala" con "mi viejo sabía el mango, la pala" plantea problemas de redundancia y la mistificación. Sobreabundancia implicar la colocación en el texto italiano de palabras y palabras nuevas y sobre todo no indispensable (el pronombre "él"), que puede ser traducido literalmente como "el anciano pudiera manejar una espada."
La obra de arte se lleva a cabo, sin embargo, con el siguiente verso: "Al igual que su viejo" se convirtió en "Y por lo que su" donde tenemos el fenómeno opuesto a la poesía transformar en otra cosa, la omisión.
La omisión de "me gusta" similares. Habría sido más natural para seguir el curso de las palabras, como lo hizo Livingstone buscando la fuente del Nilo.
"Al igual que su padre." En su lugar, quería evitar la repetición del término "viejo", que es un juego de lenguaje decidida por Seamus.
El se ha convertido en un placer? No creo.
Las traducciones, entonces, creo que son nada más que esto: amar las palabras que tratan de traducirlos no traicionarlos. Amar al poeta con el fin de hacer que su voz no se escucha la nuestra. Amamos a nosotros mismos tratando de no tomar lo que no es nuestro, sino para aprender de ella.
Así, sin querer negar mi amable con un desconocido y sin fallos con duda más que a mí mérito artístico, estas formas imaginativas de reescritura de lejos mi Musa, en la medida posible.
Si usted tiene que traducir un texto que amar primero en el lugar correcto para que sea indispensable para las palabras que elegimos.



Vito Lorenzo Dioguardi