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Sulle polemiche intorno agli ultimi papiri ritrovati


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Molto spesso è assai meglio tacere, piuttosto che entrare in sterile polemica con gente rissosa, ignorante e degenere. Tuttavia, poiché l'insistenza del mondo mondano si fa particolarmente ricca di doviziose notizie, per un cristiano non c'è pace né può più esimersi dal mischiare la propria voce a quelle dell'infinito mare della polemica.

E con ciò, non mischiare la propria voce, ma stabilire alcuni punti critici che sembrano perduti.

 

Innanzittutto, tutto partirebbe dal noto romanzo pubblicato in Italia otto anni or sono e che, oltre ad avere decretato la "fortuna" materiale-economica dell'autore e ispirato anche un film, ha sicuramente agghiacciato molti.

Non dico gli studiosi della Bibbia, ma persino i semplici lettori delle Sacre Scritture.

Quell'operazione, messa in atto da alcune forze politico-sociali, è stata tesa allo scandalo. Così molte altre posteriori.

La polemica, poi, si è arroventata ultimamente, da quando una professoressa di Boston avrebbe trovato un papiro contenente nuove rivelazioni sulla vita di Gesù Cristo. E così nuovo libro, nuovo scandalo, molte copie vendute, molta "fama" eccetera, eccetera... il circo massmediatico si è rimesso all'opera.

 

Ricordo ancora, non senza un'insplicabile ironia che mi sorride nell'anima, ricordo ancora che di quel "primo" libro-scandalo si diceva: "Chi lo legge mette in dubbio la propria fede!".

In realtà, semplicemente il prologo era da considerarsi significativo di quanta verità potesse contenere un libro che dice che le cose narrate sono sicuramente vere e poco più avanti afferma che le cose narrate potrebbero esserlo. (Tra l'altro riprendendo un procedimento già in Eco).

 

Allora, un paio di elementi risaltano subito:

 

A) Nell'eterna differenza e divergenza tra Cristianesimo (religioni rivelate) e Paganesimo/Ateismo/ Agnosticismo (credere in forze oscure o non credere in Dio, essere indifferenti alla domanda circa l'esistenza di Dio), l'elemento scandalistico prevale sull'elemento di studio.

Mi ha sempre addolorato, offeso e fatto scosso il fatto che tutti mettano voce di letteratura e di storia come se fossero materie "comuni" quindi "leggere", degne di essere affrontate con superficialità e incompetenza.

Dico che ho incontrato gente che parlava delle Scritture senza averle lette, che giudicava i Vangeli senza conoscerli. Gente magari ferrata in altre materie ma che si arrogava e si arroga il diritto di dire la propria sulla storia della salvezza, sull'esistenza di Dio e la veridicità o meno delle parole della Bibbia, senza avere letto il libro.

(Così io non ho letto il libro-scandalo ma il prologo e già solo quello non mi è piaciuto, ma non giudico tutto il libro, ma l'incomprensibile prologo!).

Bisognerebbe insegnare alla gente che ci sono persone che passano la vita a studiare meticolosamente le Scritture e dunque, prima di parlare di esse, bisognerebbe un minimo conoscerle.

Dopo di che, esclusi quelli che non le hanno lette, bisogna distinguere tra i Dottori della Legge che sanno le Scritture a memoria e Cristo che ha la comprensione del "cuore della Legge".

La letteratura, la storia, la teologia sono SCIENZE e così devono essere amate e studiate ma con rispetto!

Troppe volte a un autore è fatto dire ciò che non disse, la storia è interpretata in maniera partitica e la teologia è incompresa.

Bisogna entra nella concezione che sono scienze e, dunque, materie degne di rispetto: è come se io mi mettessi a disquisire su se sia il caso espiantare un organo da un paziente che ha il mal di testa o se una legge italiana è appropriata e aggiornata rispetto al quadro delle leggi europee o come se mi si mettesse a montare un computer.

Dalle mie parti si dice: Ognun ognun l'arta proprij!

 

 

 

B) Per fortuna alcuni studiano, ma tra quelli che studiano dobbiamo fare distinzioni: molto spesso questi libri-scandalo hanno autori statunitensi e spesse volte questi libri-scandalo sovvertono completamente le semplici credenze di duemila lunghi anni.

Che gli Usa rappresentino un popolo progredito e ricco di verve culturale è un fatto per me piacevole e indiscutibile. Che, poi, tutte le loro "americanate" siano vere, questo è altro discorso.

Ci hanno spiegato molte cose, sono studiosi attenti dell'antichità ma hanno come il "morbo della copertina" per cui sono come drogati e pur di apparire sulle copertine delle riviste e sui titoli dei giornali sono disposti a tutto.

Nel merito, questa professoressa avrebbe trovato un frammento di un papiro copto di 4 cm X 8 in cui Gesù introdurrebbe sua moglie ai discepoli.

Introdurebbe, perché dopo le molte pagine in cui si spiega come il linguaggio del testo copto sia compatibile con un originale del IV secolo, esso sia decontestualizzato.

Ci mostra sì la vivace controversia attorno ai Vangeli, ma resta difficile dire se sia veramente autentico.

La studiosa lo ritiene autentico perché non ha trovato prove che sia un falso.

Dilettoso caso di affermazione per negazione.

 

Che poi il frammento appartenga al IV secolo è noto per una citazione di Giovanni Crisostomo (morto nel 407).

La studiosa non è così poco preparata da non attestare che sino al IV secolo varie polemiche e varie eresie erano già sorte all'interno del Cristianesimo man mano che l'annuncio del Regno di Dio si diffondeva; apollinarismo, arianesimo, donatismo, manicheismo, marcionismo, montanismo, novazianismo sono solo i movimenti ereticali più famosi che hanno avversato la dottrina della Chiesa ufficiale sino al IV secolo.

A) L'eterodossia testimonia che moltissime "voci" sono falsi; (l'eterodossia di oggi ci aiuta a capire quella dei primi secoli del Cristianesimo. Oggi sono eterodosse tutte le "confessioni": cattolica, ortodossa, protestante, calvinista eccetera eccetera, e tutte con la pretesa di essere migliori delle altre, mentre Gesù ha detto: chi vuole essere primo, sia ultimo!);

B) Che il frammento sia in lingua copta ci dice che aveva nascita e diffusione locale.

Ricordo a questo proposito che i Vangeli sono stati scritti tutti nel I secolo (quello di Giovanni, al massimo, all'inizio del II), tutti in lungua greca.

 

Vangeli canonici: I-II sec in lingua greca       -         Frammento copto: IV secolo in lingua copta

 

C) La soluzione sarebbe semplice e logica, ma la studiosa afferma che quel frammento riproporrebbe un vangelo del II secolo e del Vangelo degli Egiziani, stesso periodo.

 

Vangeli canonici: I-II sec in lingua greca       -              Ipotetico vangelo: II secolo in lingua ???

Vangelo egiziani: II secolo in lingua egiziana

 

Anche qui a me sembra scontata la soluzione logica: perché quattro vangeli precedenti avrebbero dovuto omettere un'informazione personale su Gesù?

I Vangeli in realtà abbondano di informazione personali su di lui, perché omettere proprio il fatto che Gesù fosse sposato.

Questo fatto, tra l'altro, stonerebbe altamente con il messaggio del Vangelo e con le molte parole di Gesù, ad esempio sulla sua famiglia, sulla sua persona, sulla sua missione, sulla sua Passione ... Gesù Cristo è un maestro di verità, i testimoni della sua esperienza divina nel mondo sensibile sono gli evangelisti e i discepoli poi Apostoli e molta gente in Israele.

Come si fa a non comprendere che tutte quelle sette nate posteriormente hanno inquinato i Vangeli canonici?

Di Vangeli, se scaviamo tutto Israele, l'Egitto e se alziamo la sabbia siriana e libanese o perlustriamo le grotte turche, di vangeli ne troveremmo a migliaia! A migliaia!

(Lo stesso vale per tutti quei frammenti o vangeli integri trovati sino ad oggi e quelli che si trovassero. Soltanto un vangelo databile I secolo sarebbe degno di attenzione!)

Proprio per questo l'Apocalisse ammonisce i troppi che manipolavano i testi sacri, aggiungendo o togliendo a propria scelta e falsificandoli: 18 Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; 19 se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro. (Ap 18-20)

Queste parole, queste parole giovannee devono aprirci gli occhi e schiuderci i cuori!

Di ipotesi, di voci, di scandali, di ignoranze, di manipolazioni, di eresie ne abbiamo molte: la Verità è una! Sempre una! Solo una!

La Verità è Gesù Cristo, Figlio del Dio Vivente!

 

Il fine di questo intervento non è di far acquistare la fede a qualcuno dei miei ipotetici lettori: la fede è dono di Dio e ricerca personale!

Il fine di questo intervento è quello di apurare definitivamente che il Cristianesimo è vita concreta che parte da parole di verità dette da Gesù Cristo e scritte dagli evangelisti ispirati dall'amore celeste, ma è vita concreta.

Il Cristianesimo bisogna studiarlo, approfondirlo, conoscerlo, amarlo e soprattutto viverlo!!!

Questo intervento dunque non è assolutamente una difesa del Cristianesimo, come dice Kierkegaard: Oh, certamente, chi lo difende (il Cristianesimo) non ci ha mai creduto. Se egli crede, l'entusiamo della fede è, non una difesa, anzi, è l'attacco, è la vittoria: un credente è un trionfatore.

Dunque, questo mio intervento è una testimonianza di credente, di modesto studioso, di uomo.

La verità è una! Sempre una! Solo una! La Verità è Gesù Cristo, Figlio del Dio Vivente!