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Le Storie di Augias e l'educazione atea trasmessa ai ragazzi


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Ieri, vedendo la trasmissione di Rai Tre, Le storie, diario italiano, il presentatore Corrado Augias intervistava un consacrato, un prete il cui libro e le cui parole sembravano essere quelle di un "non allineato" (dove "non allineato" deve intendersi alle direttive del Vaticano!).

Seguo la trasmissione talvolta, essendo una delle più "culturali" che si possano trovare nel così frammentato panorama televisivo italiano, ma seguo la trasmissione anche per la singolarità del presentatore, Augias, che non manca di far trapelare la propria idea di vita e di mondo ad ogni domanda, persino interrompendo il parlante, e comunque ogni qual volta gliene si presenta occasione.

Dunque riassumo, trovo la trasmissione culturale e mediamente interessante ma mi annoia quel tono da anticrociato e da combattente laico della cui aura il presentatore si alimenta. (D'altronde, mi si risponderà, basterebbe leggere uno dei tanti suoi libri per capire che la sua abilità maggiore sta nella polemica).

Tuttavia attacca molto spesso il Vaticano (nemmeno fossimo nel 1870) e le alte sfere della Chiesa.

Ora, per chi mi conosce non sarà strano sapere che io tengo alla Verità, che le alte sfere della Chiesa rappresentano un potere "falso", però vedere predicare così bene tutto l'altro mondo mi fa impressione e mi provoca irritazione.

 

Quindi tralascio molte delle forti affermazioni che ho sentito durante la trasmissione, allusioni e domande ironiche come quel "Ms lei è cattolico?" fatto di getto ad uno scriittore (se ricordo bene).

Mi preme sottolineare ciò che è avvenuto ieri: il punto di forza della trasmissione è sicuramente l'intervento dei ragazzi di scuola superiore che domandano qualcosa agi intervistati.

Un ragazzo domanda al prete, ieri, "perché è obbligatorio seguire l'ora di Religione a scuola per me che sono ateo?".

Alla richiesta di informazioni del presentatore veniamo a sapere che il ragazzo ha 17 anni.

Il prete si giustifica dicendo che tutti hanno diritto a scegliere, il che è vero, per carità, e il presentatore se ne gongola.

Ora, il punto è: come fa un ragazzo di scuola superiore a dire "sono ateo".

Io ho passato quell'età e non sono più quello che ero, ma è giusto che ognuno sbagli e che scelga, è importante scegliere a quell'età, ma come fa uno di quell'età a proclamarsi "ateo"?

 

Questo è frutto:

A) della società moderna;

B) della televisione (della comunicazione masmediatica gen.) moderna;

C) della moda;

D) dello sfaldamento, della mutazione, dell'estinzione di molti valori antichi che non per il solo fatto di essere antichi non sono veri!!!

E) dell'ignoranza della gioventù contemporanea (me compreso) e dell'arroganza e della saccenza di molti intellettuali oltre che della presunzione di potere fare a meno di qualcosa (la scuola, il sapere e...) o di tutto da parte dei ragazzi;

 

A quel ragazzo vanno date risposte forti. Uno studia, ma studia davvero. poi da grande sarà libero di scegliere!

Influenzare un ragazzo è un crimine (anche se non contemplato in nessuna legislazione).

Manca la cultura tra i giovani. Se a quel ragazzo si fosse chiesto di un personaggio biblico, di chi è Dio, di che cosa è la religione e domande di questo tono avremmo ascoltato sicuramente un ragazzo per lo meno confuso, almeno proporzionalmente a quanto sicuro sembrava nell'affermazione iniziale.

Augias si è detto non informato di cosa si faccia nell'ora di religione. Il ragazzo ha risposto che si "dovrebbe" studiare la storia delle religioni ma che "dipende" dal professore.

In realtà, caro Augias, caro ragazzo, siamo tutti affamati di una conoscenza vera, limpida e bella, che il nostro mondo ha dimenticato di fornirci e che noi freneticamente cerchiamo senza bussola.

è come se fossimo nel deserto e io vi mostrassi una bussola. Voi potreste dirmi che è rotta... io potrei rispondermi di fidarmi di me e seguirmi perché vi conduca fuori, in salvo.

Non c'è niente di più triste, a mio giudizio, che vedere qualcuno scegliere di morire senza provare la via difficile della salvezza. In tutto questo c'è il lavoro della Chiesa, quella che anche Augias a volte riconosce per Chiesa, la Chiesa dei missionari, dei preti che fanno e che operano, la Chiesa bella dei Santi sconosciuti.

Credo che il mondo laico e quello cattolico avrebbero bisogno del Cristianesimo, della sua potenza, salvezza e verità, ma si "accontentano" di filosofie più facili.

Ad ognuno il suo.

Ma se ripassasse non il Catechismo (che tanto detesta) ma la radice del Cristianesimo, i Vangeli, forse persino Augias capirebbe di non dovere andare in tv a dire a tutti quelli che lo seguono di essere un "estraneo" alla Chiesa.

Non foss'altro perché è antieducativo procedere per esclusione e non per adesione.

Non foss'altro perché poi i ragazzi di 17 anni vanno allegramente affermando ciò che non conoscono, sono ateo.