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La lingua italiana del nuovo millennio


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L'Italia ha una storia tutta particolare, anzi unica. Eccezione storica e sociale, è stata tuttavia per millenni faro della morale (interpretata più o meno dignitosamente) e letteraria.

Pure, e qui sta parte della sua meravigliosa e strepitosa miracolosità, è stata faro letterario senza avere una lingua, ovvero, si dirà meglio, avendo una lingua non lingua, tante lingue dialettali che, per conversare, usavano un'unica lingua, il fiorentino.

Che la lingua, ogni lingua, sia un fenomeno comunicativo in continua evoluzione è un'ovvietà su cui non rimango. Che la lingua italiana sia cambiata nel corso dei millenni, è ripetitivo dirlo. Però, che i cambiamenti avvenuti duemila anni fa siano diversi dai cambiamenti di oggi è un fatto dal quale, secondo me, non si può prescindere.

Per secoli, si diceva, i pugliesi colti per comunicare con i liguri andarono sostituendo pian piano il toscano al latino e questo perché il toscano (e fiorentino) era una delle tante lingue italiche ma la lingua più prestigiosa (le Tre corone, i novellieri del Tre-Quattrocento, la politica culturale medicea ecc...).

In questo crescere del toscano sopra tutte le altre lingue e nella naturalità di una scelta linguistica che ha fatto perdere, nell'uso, tali espressioni piuttosto che altre, ebbene si capirà come anche nei mutamenti c'era una certa razionalità, anche solo il sentire troppo aureo un termine piuttosto che un altro.

 

 

Cosa sta avvenendo, invece, in questo periodo? Che la lingua italiana sta, pian piano, scivolando in un abuso della regola grammaticale che è dato per parte dall'ignoranza dei parlanti, dalla disaffezione per la lettura (e in compenso una troppa folta febre scritturale) e in definitiva è un cavallo imbizzarrita di cui non si tengono le briglie.

E questo senza considerare le abbreviazioni del gergo giovanile che, in quanto gergo, non diverranno mai lingua, ma proprio nel lassismo linguistico che cerca di fare regola l'abuso della regola.

Un esempio è l'uso del pronome personale oggetto lui/lei in funzione di pronome personale soggetto (che dovrebbero, da norma, essere egli/ella).

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 12 Giugno 2013 13:18)