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LA RIVOLUZIONE PARMENSE


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Il 2012 sarà un anno ricordato a lungo, politicamente parlando.

Ennesimo anno di crisi economica, si diffondono il panico generale, i casi di suicidio, gli attentati, la disoccupazione, il fallimento delle industrie e delle attività economiche... tutto questo è politica!

Certo, politica! Cos'altro?

Inoltre il default Grecia, l'Italia, la Spagna e l'Irlanda a un passo dal baratro, la linea rigida della Merkel e il nuovo inquilino dell'Eliseo Hollande che promette (e mette in pratica) le prime grandi manovre del cambiamento.

E in tutto questo la politica italiana cosa fa? Sonnecchia? Magari, sarebbe pure un non cambiare niente, che in Italia è quel finto equilibrio per cui se non scoppiano bombe la mafia non esiste e se non si sentono scandali tutto va liscio come l'olio anche se si sa che nessuno fa nulla...

In Italia il 2012 è il primo anno senza Berlusconi tra i piedi, ché intelligentemente ha lasciato il fango agli altri per il suo disastroso, letale, bassissimo e ignobile ventennio al potere. L'anno di Monti e del suo governo "Mary Poppins" (basta un poco di zucchero e la pillola va giù...", dell'inizio della fine della Lega (Bossi corrotto e la gente a bocca aperta non riesce a crederci - non so cosa sia peggio - il Trota, il cassiere, la Presidentessa del Senato).

Il 2012 è l'anno anche delle elezioni politiche, grigissime elezioni: a Palermo vince un uomo nuovo, giusto in occasione del ventennale di Capaci e Via D'Amelio, un certo Orlando (al QUARTO mandato da sindaco! che differenza c'è con un re?), i candidati, in tutta Italia creano alleanze strane (è come se il gatto e il cane si alleassero per rubare il formaggio al topo!), i soliti solitissimi Pd e Pdl a spartirsi la torta, forse qualcosa il Terzo Polo, qualcosa l'Idv (quando hai Orlando a Palermo chi può sconfiggerti?).

Insomma, elezioni come tutte le altre, no?

No!

Innanzittutto il Centro Destra crollato, alè.

Il Pdl e la Lega divisi. Il Pdl perde un sacco di comuni del Nord, rimanendo comunque il secondo partito, ma la Lega, la Lega vince a Verona e perde ovunque, in tutto il Nord! Libertà!

Il Terzo Polo, secondo queste elezioni, è rimasto un ridicolissimo tentativo (o abbozzo di tentativo) di formulare una politica seria. Mettere insieme Casini e Fini e i centristi di Sinistra è un'idea così bislacca che nessun votante assennato seguirebbe più la parabola discendente di quelle due vecchie volpi. Se Fini non fosse ancora Presidente della Camera sarebbe finito!

Inoltre l'Idv, che rabbatta voti.

Il Sel, non trascendentale.

La come sempre ampia spartizione del restante misero pezzo di torta alla pletora di partiti e partitini di cui la politica italiana va sempre su di giri...

Invece i vincitori assoluti di queste elezioni ci sono, sono una novità della politica italiana, sono i trionfatori. Hanno ottenuto la primocittadinanza di alcuni paesi piccoli e di una media città della Pianura Padana, Parma. Con loro, con i grillini e il loro Movimento Cinque Stelle, è iniziata una vera e propria rottura senza precedenti per la politica italiana: la rivoluzione parmense.

Un ragazzo giovane (del 1973, 39 anni) ha vinto le elezioni, è sindaco.

Un programma scritto in rete e leggibile.

Pochi soldi di promozione e di pubblicità.

Molta politica nelle piazze.

Ho salutato con interesse le varie trasmissioni, tra cui l'immancabile Porta a Porta (non ce la faccio più a vedere quello studio sempre uguale e quella canzonetta pure carina ma ormai indigeribile!), che ha provato a screditare Pizzarotti e il movimento di Grillo: non ci sono riusciti.

Fate attenzione! Sono l'antipolitica! Non si sa chi sono...

Beh, visto che quelli che ci sono SAPPIAMO BENISSIMO CHI SONO forse è il caso di tentare il tutto per tutto.

Questa di Parma è una scelta coraggiosa e una vera rottura.

Ci sono stati casi di partiti politici italiani di un certo fastidio, come il Partito dell'Uomo Qualunque o il Gruppo indipendente di cui faceva parte un Primo ministro come Spadolini, ma di rottura con le logiche di partito e di Prima e Seconda Repubblica come questo no!

Qualcuno ha azzardato un paragone Lega primi tempi con Movimento a Cinque Stelle.

Imparagonabili!

Questo non per dire che, magari, in seguito a questo risutato il Movimento comincerà a inquinarsi, entrando a far parte dell'agone politico a tutti gli effetti. Piuttosto perché la Lega è nata populista, con slogan da caserma, stile "primo fascimo", questi, il Movimento Cinque Stelle, hanno un programma culturale e ambientale.

Certo, adesso il Movimento da critico del sistema diventa parte del sistema e sarà difficile continuare a mantenere la rotta, ma se sono la vera rivoluzione che l'Italia aspetta da tempo è il caso di dimostrarlo con i fatti.

 

Adesso inizia la salita.

Siamo con Pizzarotti, l'Italia merita di più e Parma lo sa!