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PER QUANDO ARRIVERA' LA RIVOLUZIONE


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L'Italia è un Paese strano. Pieno di corruzione, ignoranza, volgarità, squillo chiamate escort ma che sono semplicemente donne vendute, uomini prezzolati, scandali, scoop, riviste e riviste di gossip ma poco spazio per la cultura ufficiale, comunque troppo troppo moderna.

L'Italia è un Paese in evidente imbarazzo. Ora, settembre 2011, ci stanno comprando i tedeschi, per due lire (si sarebbe detto una volta). Debito pubblico alle stelle, politica vergognosa e ladra, politiche inefficaci e puerili, capi e amministratori votati al proprio, popolo lasciato al degrado, anche se un degrado ricco di telefoni cellulari, computer e altro.

E questo è il punto. Tutti lo diciamo: la crisi economica? I ristoranti sono pieni, disse (più o meno) il Presidente del Consiglio dei Ministri non onorevole né responsabile, quando gli chiedevano, qualche anno fa, di fare il punto della situazione.

Adesso, in un Paese come l'Italia in cui la disoccupazione è a livelli altissimi, si presentano il 1300 per 3 posti (fonte TG1 - un tempo affidabile!), ci sono politiche palazzinare spregiudicate, comuni in fallimento, proposte di abolizioni, soppressioni e accorpamenti, tutto si risolve nel taglio della spesa.

Un Paese come l'Italia, indebitato da ora fino a cinque generazioni successive, che non progredisce, non capisce il momento e i mercati, è a rischio bancarotta, con politici del genere, dovrebbe aspirare alla rivoluzione. Qualunque altro paese aspirerebbe alla rivoluzione. Perché la rivoluzione non arriva? Perché non un altro Sessantotto? Perché?

Ops, ho detto Sessantotto e qualcuno potrebbe pensare che io sia un perfido rosso. No, e non è questo il punto. Rossi, neri, gialli o arancioni non è questo il punto.

 

Sono cristiano, ognuno ha i suoi difetti, no? Sono cristiano e me ne vanto!

I primi cristiani ritenevano che Gesù sarebbe ritornato presto a fare giustizia dei Pagani e non avevano capito che Gesù Cristo era già tornato, con la Sua Resurrezione!

Così oggi pensiamo che debba arrivare la rivoluzione, ma la rivoluzione già c'è: la più grande rivoluzione della storia dell'uomo. Perché non violenta, perché parla di vera giustizia tra tutti, perché parla di una umanità unita, perché è una rivoluzione culturale e civile pazzesca, perché parla di amore e perché è costruttrice di una civiltà di pari e di giusti: è il Cristianesimo!

Non il Vaticano, non il Papa, né il Patriarca, che si parlano troppo poco persino per dirsi fratelli, figurarsi cristiani!

Il Cristianesimo è Cristo e il suo Vangelo. Ci vuole però molta fede e molta intelligenza per capirlo. Nessuno è migliore degli altri, ma chi non capisce il Vangelo non capisce che esso è un atto rivoluzionario. L'unico atto che ha cambiato la storia, l'unica rivoluzione che servirebbe all'Italia, al mondo, all'uomo. Ancora. Per sempre.