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Intervista all'autore, Vito Lorenzo Dioguardi

INTERVISTATRICE - Salve e grazie per avere accettato la nostra intervista.

AUTORE - Grazie a voi!

I - Allora, Vito Lorenzo Dioguardi, lei ha scritto sia romanzi che racconti che raccolte poetiche. Si sente più scrittore o poeta?

AUTORE - Poeta. Ho scritto la mia prima poesia pubblica in quinta elementare. Da allora non mi sono mai fermato.

I - Una passione precoce. E di cosa trattava la sua prima poesia?

A - La maestra ci chiese di scrivere una preghiera per Maria, la Madonna, la madre di Cristo. Molti miei compagni, ai posti, severi, mangiucchiando l'estremità delle penne o delle matite non sapevano da dove cominciare quando io mi presentai a lei tra i primi con una preghiera-poesia scritta di getto. Ella mi rimproverò perché credeva che fosse il solito mio compito eseguito in fretta e male ma quando lesse la poesia rimase meravigliata. Da allora, per la classe, io ero "il poeta".

I - Un titolo impegnativo. Cosa vuol dire, per lei essere poeta?

A - Racchiudere in poche parole tutta la gioia e tutto il dolore del mondo. Creare, potere divino. Portare giustizia, predicare libertà, sognare fratellanza.

I - Crede di esserci mai riuscito?

A - Sempre e mai. Sempre quando una poesia la sentiamo nostra può ambire a diventare patrimonio comune. Perché molti, leggendo Giacomo, si incantano a pensare all'infinito oltre la siepe? Però in poesia non si finisce mai...

I - Giacomo lei intende Giacomo Leopardi. Non le sembra di avere un rapporto un po' troppo intimo?

A - Veda, essere poeti vuol dire entrare a far parte di una piccola cerchia di amici che tende a includere nell'amicizia l'umanità. Belli ordinò che i suoi Sonetti romaneschi fossero bruciati, ma in verità sperava che gli dessero gloria. Altrimenti perché non li ha bruciati egli stesso?

I - Evidentemente... però anche gli scrittori hanno questo fuoco sacro e bruciano manoscritti. Lei conoscerà che sorte ha avuto il seguito delle Anime morte di Gogol.

A - Gogol è stato uno scrittore poetico, tuttavia la sua sensibilità non ha trovato persone altrettanto sensibili da potergli consigliare ciò che la letteratura russa e l'umanità avrebbe avuto bisogno: di quelle carte distrutte.

I - Lei ha mai distrutto qualche carta?

A - Rarissimamente. Ne conservo alcune con poesie talmente brutte che meriterebbero il rogo ma penso che lavorandoci un po', piallandole, migliorandole, sarebbero capolavori. Questa sola possibilità che la poesia ha di creare e ricreare vale il mistero della sua luce.

I - Bene. Veda, io sono venuta a da lei avendo studiato un po' della sua bibliografia e dunque le farò qualche domanda iniziando dai libri che lei ha pubblicato.

A - Con piacere.

I - Il suo esordio è stato segnato da Sotto casa si prostituiscono che lei ha editato alla fine del 2010. Sembra un genere di libro che qualcuno potrebbe etichettare come... moralistica.

A - La ringrazio per la domanda. La raccolta di quattro racconti non parla di moralismo ma di morale. La mancata ricezione della differenza etimologica tra parole della medesima radice è la prova più certa per dire che il nostro tempo ha poca scientificità.

I - Perché dunque non si tratta di una raccolta moralistica ma morale.

A - Si parla di persone in crisi in un tempo di crisi. Per morale si intende la priorità gerarchica che ogni individuo dà alle scelte della propria vita. I miei personaggi sono morali e questo è un vanto. Come Renzo, come Lucia, come Levin, come Ingravallo. Sono anche etici, come Alesa. In questa raccolta sono persino, a tratti, ironici, come Tristam Shandy.

I - Dunque diversi riferimenti letterari. Quale autore l'ha segnata di più quando si è apprestato a scrivere Sotto casa si prostituiscono?

A - Quali autori. Diversi autori della Bibbia.

I - I passi che incriminano la prostituzione, immagino.

A - Non solo. Non si parla solo di prostitute. Il sottotitolo è esemplificativo: il mondo inizia sotto casa. Sotto casa mia, in barba alle leggi dell'edilizia, a quelle comunali, al buon senso civico e quello urbanistico-architettonico, si apprestavano in quel tempo a buttare giù una vecchia masseria tipica delle Puglie per fare l'ennesimo orribile palazzo moderno. Dunque i prostituti erano progettisti, ingegneri, operai e politici. Tutti coloro che si sono divorati la mia città natale, Foggia.

I - Dunque uno dei temi a lei più cari è Foggia?

A - Certo, torna spesso nelle mie opere, in lode e in rimprovero.

I - Dopo Sotto casa si prostituiscono lei presenta, era il 20 Aprile 2011, al Palazzo Dogana di Foggia, il romanzo storico Il destino della luna sul fiume. Cosa voleva trasmettere con quel lavoro?

A - Era il 2011 e volevo trasmettere l'urgenza della necessità di capire il nuovo mondo del nuovo millennio. Un tempo fatto di guerre e ingiustizie che ha prodotto, rapidamente, emigrazione di massa che è diventata un problema grave e un'enorme possibilità di costruire una società di tollerenza e di fratellanza come mai prima d'allora. Durante l'impero romano uomini di colore vivevano a Roma e in Italia ma da schiavi. Qui si trattava di accettarli come fratelli. Un passo religioso e umano enorme che non è stato capito del tutto.

I - E un romanzo può aiutare a far questo?

A - Deve. Una storia vera di emigranti italiani in America tra fine Ottocento e inizio Novecento, con una particolarità narrativa: il doppio protagonista. Per tre quarti di libro il protagonista è Carlo, nell'ultimo quarto è suo figlio. La loro parabola deve produrre un ripensamento dell'oggi. Questa è letteratura.

I - Non le sembra di attribuire un ruolo troppo pesante alla letteratura?

A - Affatto. La società sbaglia a non attribuire un valore alto alla letteratura. Ogni grande civiltà umana ha avuto una grande letteratura.

I - Bene, continuiamo a parlare delle sue produzioni. Dopo una raccolta di racconti ed un romanzo storico lei vira per la poesia. Perché, se ci ha detto di scrivere poesie sin da bambino e di sentirsi un poeta, aspettare così tanto per una silloge?

A - Perché la poesia è una lingua più difficile da parlare e più difficile da comprendere. Come se io le rispondessi, ora, in aramaico e lei mi capisse. Parla aramaico?

I - No, no di certo. E di Musa Daunia, allora, cosa ci può dire? Parla della sua terra e...

A - Parla della mia terra come di una dea. Una teofania. La Poesia è un incontro teofanico. Però non si lasci ingannare, non tutti i versi parlano di Foggia o di Puglia. Il messaggio era che la poesia, che io scriva di Foggia o della cattedrale di Montichiari, è un incontro col divino e che io il divino l'ho conosciuto nella mediocre pallida esilarante e straordinaria Daunia.

I - Parla di Daunia in versi ma poi torna al genere storico con Il sole sanguina fra gli ulivi.


A - Quello che inauguro con questo libro è un genere nuovo, che definirei romanzo deromanzato. Vuol dire di qualcosa che, anche vicino a soluzione non si risolve. Questa sospensione, in questo romanzo non c'è ma è, diciamo così, abbozzata. Negli altri scritti non ufficiali come in Vite di sognatori sconosciuti e soprattutto Il sigillo del poeta anonimo, questa nuova forma di romanzo deromanzato è più accentuata. Non è tuttavia una novità assoluta, il pastiche di Gadda può sembrare molto simile. Consideri, però, che intendo lavorare ancora a questa forma letteraria che è solo al principio, deve essere ancora tutta esplorata e stabilita.


I - Interessante. Ci spieghi meglio. Deromanzato in quanto senza matrice organica nel tessuto narrativo o per i temi, del tutto decontestualizzati, o cos'altro...

A - La invito a leggere Il sole sanguina fra gli ulivi. Non è semplicemente una spy story, questo detective dell'Antica Roma che deve stanare dei Cristiani mischiandosi ad essi ma è il racconto organico di una società che viene ampiamente sovvertita dalla non violenza del Cristianesimo primitivo e illegale. Roma aveva vinto eserciti e generali ma non aveva mai dovuto affrontare dei martiri. Questo capovolgimento di fronte diventa capovolgimento anche narrativo. Ad un certo punto della vicenda ho provato a stravolgere le componenti morali dei personaggi ed è venuta fuori una storia deromanzata. Ancora troppo poco deromanzata ma un inizio...

A - D'accordo. E siamo quindi giunti al suo ultimo passo ufficiale, mentre ricordo, come lei diceva prima, che ha molti scritti in giro nel web che non sono pubblicazioni ufficiali...

I - Giusto. Sono bozze di lavoro le lascio per ora così, anche Michelangelo ha lasciato alcuni suoi lavori incompleti...

A - Si paragona a ...

I - Mai sia. Alla sua etica professionale.

A - Ha usato etica professionale anche nella sua ultima fatica, Sidera Dantis?

I - Sidera Dantis è un'opera completa perché unisce la bravura pittorica di Rodolfo (Lacquaniti J.) e dell'introduzione immediata ed intima dell'amica e poetessa Costantini. In Sidera non si è voluto rifare Dante che sarebbe stato improponibile, al momento, e fuoriluogo. Si è presa la sua carica emotiva ed etico-morale e la si è impressa ad un tempo, il nostro, che per molti versi è ancora medievale. Medievale ha in Sidera Dantis una doppia accezione: positiva, come tempo di sperimentazione, di innovazione, di ricerca; negativa, come partiti che si scontrano violentemente, retorica fine a se stessa, divisione e crisi etico-morale in una società che ha cancellato i valori precedenti, senza una valida motivazione, ma non li ha sostenuti con altri altrettanto validi.

A - Sfogliandola è un'opera duttile, a tratti ispida.

I - Duttile ed ispida credo che siano due aggettivi che qualificano bene Sidera, ma non sarebbero gli unici.

A - Ne suggerisce altri?

I - Quando mi riferisco in dialetto a Dante, nel sonetto proemiale, secondo lei che operazione retorico-poetico sto compiendo?

A - Sta dando vita ad un sogno, regala una dimensione onirica al personaggio Dante con cui lei parla...

I - Ha perfettamente inteso.

A - In dialetto?

I - Medioevo, ricorda? Il dialetto in senso positivo è la valorizzazione del popolo in quanto lingua del popolo, verace e schietta, ma è anche la volgarizzazione della società, delle sue mode, dei suoi orientamenti.

A - Un'opera a due facce, tutta da scoprire, quindi...

I - Tutta da scoprire. Ci sono poesie che, se le rileggo, non mi sembra nemmeno di avere scritto io ma un grande poeta.

A - Eh, eh... Non si riconosce grande poeta...

I - Beh, ma Con le stelle di Dante anche un albero è una foresta.




Intervista di

Sara Ruth Della Scala

 

---

 

INTERVIEWER - Hello and thank you for accepting our interview.
AUTHOR - Thank you!
I - So, Vito Lorenzo Dioguardi, she wrote both novels and short stories collections of poetry. He feels more writer or poet?
AUTHOR - Poet. I wrote my first public poetry in the fifth grade. Since then I have never stopped.
I - An early passion. And what was his first poem?
A - The teacher asked us to write a prayer to Mary, the Virgin Mary, the mother of Christ. Many of my comrades, to places, strict, nibbling the ends of pens or pencils they did not know where to start when I showed her one of the first with a written prayer-poem tossed. She scolded me because he believed it was the usually my job done quickly and badly, but when he read the poem was amazed. Since then, for the class, I was "the poet".
I - A binding. What does it mean to you to be a poet?
A - Enclose in a few words all the joy and all the pain of the world. Create, divine power. Bring justice, preaching freedom, dream brotherhood.
I - I Believed to be ever succeeded?
A - Always and never. Always when a poem we feel ours can aspire to become common heritage. Because many, reading James, you enchant thinking endlessly over the fence? But in poetry you never stop ...
I - you mean Giacomo Leopardi. Does not it seem to have a relationship a bit 'too intimate?
A - Veda, be a poet means to be part of a small circle of friends tends to include in friendship humanity. Belli ordered his Sonnets romaneschi were burned, but in truth he hoped to give him glory. Otherwise why you not burned them himself?
I - obviously ... but also the writers have this sacred fire and burn manuscripts. You know that fate had the result of the Souls of Gogol's death.
A - Gogol was a poetic writer, yet his feelings did not find equally sensitive potergli recommend what Russian literature and humanity would need: of those destroyed cards.
I - Have you ever destroyed some paper?
A - is extremely rare. I keep some with poems so bad that deserve the stake but I think working on it a bit ', piallandole, improving them, they would be masterpieces. This one possibility that poetry has to create and re-create it the mystery of His light.
I - Well. See, I have come to her having studied a bit 'of his bibliography, and therefore will bring them some questions starting from the books she has published.
A - With pleasure.
I - His debut was marked by Under house prostitutes she has edited at the end of 2010. It seems a kind of book that some would label as ... moralistic.


A - Thank you for the question. The collection of four short stories is not about moralizing but moral. The failure to receive the difference between the same etymological root words is the most certain proof to say that our time has little scientific.
I - Why, then, this is not a moralistic collection but moral.
A - We talk about people in crisis in a time of crisis. For moral means the hierarchical priorities that every individual gives to the choices of their lives. My characters are moral and that is a source of pride. As Renzo, as Lucia, like Levin, as Ingravallo. They are also ethical, as Alyosha. In this collection they are even, at times, ironic, as Tristram Shandy.
I - So many literary references. What the author has marked more when it was preparing to write Downstairs in prostitution?
A - What authors. Several authors of the Bible.
I - The steps that incriminate prostitution, I guess.
A - Not only. Not just talking about prostitutes. The subtitle is illustrative: the world begins in the home. In my house, in spite of the construction laws, to those municipalities, good citizenship and the urban-architectural, were preparing at that time to throw down an old farm typical of Puglia to make the hideous modern building yet another. Therefore prostitutes were designers, engineers, workers and politicians. All those who have devoured my hometown, Foggia.
I - So one of the themes of her dearest is Foggia?
A - Sure, come back often in my work, in praise and reproach.
I - After Downstairs prostituting her presents, was April 20, 2011, the Customs Building of Foggia, the historical novel The fate of the moon on the river. What he wanted to convey with that job?


A - It was 2011 and I wanted to convey the urgency of the need to understand the new world of the new millennium. Once it made of wars and injustices that produced quickly, mass emigration that has become a serious problem and a huge opportunity to build a society Tolerance and brotherhood like never before. During the Roman Empire black men living in Rome and Italy but by slaves. Here it was to accept them as brothers. A religious and enormous human step that has not been understood completely.
I - And a novel can help you do this?
A - It has to. A true story of Italian emigrants to America in the late nineteenth and early twentieth century, with a particular narrative: the double protagonist. For three quarters of the book the protagonist is Charles, the last quarter is his son. Their parable is to produce a re-thinking of today. This is literature.
I - Does not it seem to attribute too heavy a role to literature?
A - Not at all. The company is wrong to not assign a high value to literature. Every great human civilization has had a great literature.
I - Well, we continue to talk of his productions. After a short story collection and a historical novel she turns to poetry. Because, if you told us to write poetry as a child and to feel a poet, so much waiting for an anthology?


A - Because poetry is a difficult language to speak and more difficult to understand. As if I were I answered, now, in Aramaic and she understood me. Aramaic speaking?
I - No, of course not. And Musa Daunia, then, what can you tell? He speaks of his homeland and ...
A - He speaks of my land as a goddess. A theophany. Poetry is a theophanic meeting. But do not be fooled, not all the verses speak of Foggia or Puglia. The message was that poetry, that I write Foggia or the Montichiari Cathedral, is an encounter with the divine and the divine that I've known in mediocre pale hilarious and extraordinary Daunia.
I - Talk of Daunia in verse but then returns to the historical genre with The sun bleeds through the olive groves.




A - What I inaugurate with this book is a new genre, I would call deromanzato novel. It means something that even close to solution is not resolved. This suspension, in this novel, but there is, shall we say, sketchy. In other writings unofficial as in screw unknown dreamers and especially the seal of the anonymous poet, this new form of deromanzato novel is more pronounced. however, it is not a novelty, the pastiche of Gadda may seem very similar. Consider, though, that I intend to work even to this literary form that is only the beginning, is yet to be explored and established throughout.


I - Interesting. Explain better. Deromanzato because no organic matrix in the narrative fabric or themes, totally out of context, or else ...
A - The invitation to read The sun bleeds through the olive groves. It is not simply a spy story, the detective of ancient Rome that has to flush out the Christians mingled with them but it is the organic story of a company that is not widely subverted by the violence of primitive and illegal Christianity. Rome had won armies and generals but he had never had to deal with the martyrs. This reversal in the face also becomes narrative reversal. At one point of the story I tried to distort the moral components of the characters and is coming off a deromanzata history. Too little deromanzata but a beginning ...
A - All right. And then we come to his last official step, as I remember, as you said before, that many writings around the web which are not official publications ...
I - Right. Are working drafts I leave for now as well, even Michelangelo has left some of his unfinished works ...
A - It compares to ...
I - Never both. To his work ethic.
A - he used professional ethics even in his latest work, Sidera Dantis?


I - Sidera Dantis is a complete work because it combines the pictorial skill Rodolfo (Lacquaniti J.) and the introduction of immediate and intimate the friend and poet Costantini. In Sidera he has not wanted to redo that Dante would have been unthinkable at the time, and of place. It has taken its emotional and ethical-moral and was impressed at the same time, ours, which in many ways is still medieval. Medieval Sidera Dantis has a double meaning: positive, as a testing time, innovation, research; negative, as parties that clash violently, fine rhetoric to itself, division and ethical-moral crisis in a company that has deleted the previous values, without a valid reason, but it did not support them with other equally valid.
A - While browsing through this work is flexible, sometimes bristly.
I - Ductile and bristly believe that they are two adjectives that can qualify well Sidera, but would not be the only ones.
A - It suggests other?
I - When I speak in dialect with Dante, in the prefatory sonnet, she believes that rhetorical-poetic task I am doing?
A - He is giving life to a dream, gives a dreamlike dimension to the character Dante with which you speak ...
I - it perfectly understood.
A - In the dialect?
I - the Middle Ages, remember? The dialect in a positive way is the enhancement of the people as the language of the people, truthful and forthright, but also is the vulgarization of the Company, its fashions, its guidelines.
A - A work with two faces, waiting to be discovered, so ...
I - I Come and see. There are poems that if I reread them, I do not even seem to have written myself but a great poet.
A - Well, well ... Do not you recognize the great poet ...
I - Well, but with the stars of Dante even a tree is a forest.






interview
Sara Ruth Della Scala

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Sidera Dantis




2 Marzo 2016
(Clicca sull'immagine)

Con le stelle Dante ha sognato la bellezza.

Con le stelle ha desiderato la pace.

Con le stelle ha amato.

Ed io con lui.

 

With stars Dante has dreamed of beauty.
With stars wanted peace.
With stars loved.
And I with him.

 

ANTEPRIMA SIDERA DANTIS

Sidera Dantis, percorso dantesco nella modernità alla ricerca di una giustizia, un amore collettivo, una società etica, delle scelte morali e un disegno di libertà che travalichi la selva del potere e della solitudine a cui spesso l'Italia e il mondo ci vorrebbero condannare.

Perché Dante è molto più vivo di molti viventi.

La sua voce fa silenzio del troppo frastuono.

Il suo sogno è ancora scritto tra le stelle.

 

Sidera Dantis è un percorso poetico attuale. Il titolo, Con le stelle di Dante, infatti, non parla necessariamente del passato ma trova nel passato la dimensione onirica necessaria alla costruzione del presente.

Dante è oggi.


Tra Farinata e Bocca degli Abati, tra i Ghibellini e i Ghelfi, c'è la Rai, c'è il Cavaliere, ci sono gli operai (dell'Ilva) e la loro protesta, c'è il governo italiano e Obama, c'è la guerra in Siria e la scuola, c'è il multilinguismo dantesco proteso nel dialetto polifonico di un toscano che diventa romanesco e che inclina al napoletano.
Un'Italia ancora divisa, ancora regionale, ancora senza comprensione e senza possibilità di unificare il suo linguaggio.
Al tempo stesso c'è l'immigrazione, il sogno di una vita migliore che l'Italia debole e fragile rappresenta per milioni di persone senza libertà.
L'Italia degli incroci, delle sperimentazioni.
Una patria anche e soprattutto di poeti.

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